Finanza
La nuova legge stabilirà anche le risorse per i Comuni
LUCCA. Entro poche settimane potrebbe essere pronta la nuova legge sulle donne vittima di violenza. Ieri alla Camera è stato unanime (545 voti favorevoli su 545 presenti) il consenso per la ratifica...
LUCCA. Entro poche settimane potrebbe essere pronta la nuova legge sulle donne vittima di violenza. Ieri alla Camera è stato unanime (545 voti favorevoli su 545 presenti) il consenso per la ratifica della convenzione d’Instabul, primo passaggio verso la formulazione e la discussione del progetto di legge a cui lavorano unitamente le commissioni giustizia e affari sociali. «La legge sarà importante - spiega la deputata Pd Raffaella Mariani, intervenuta in aula prima del voto per la ratifica -: avrà risvolti di carattere sociale e sanitario oltre che una parte giudiziaria e stabilirà le risorse che riceveranno i sindaci per i centri antiviolenza, per le case rifugio, per il sociale. Ci sono proposte già depositate per la legge sul femminicidio - continua -. La discussione avverrà nell’incardinamento del disegno di legge fra Giustizia e Affari sociali».
«È l'uguaglianza di genere - ha spiegato la deputata nel suo intervento ieri alla Camera - la chiave per sconfiggere la violenza contro le donne: serve un profondo cambiamento culturale per spazzare via retaggi che ancora disegnano i rapporti tra uomini e donne come rapporti di forze diseguali, di dominazione, sopraffazione, subordinazione della libertà e dell'autonomia femminile. Troppo spesso le donne vengono uccise perché scelgono di essere libere, autonome: è successo anche vicino a noi - sottolinea riferendosi alle cinque donne uccise in diciotto mesi, tra il 2009 e il 2010, a Lucca e provincia - e la nostra comunità porta i segni profondi di queste tragedie. È per questo che con la ratifica della Convenzione di Istanbul, l'Italia ha fatto un importantissimo passo avanti per sconfiggere violenza e femminicidio».
«Questo documento - prosegue - segna un punto fondamentale: come ha sottolineato la presidente della Camera Boldrini, nella Convenzione la violenza contro le donne viene per la prima volta incardinata nell'ambito della violazione dei diritti umani, dei diritti fondamentali della persona. Il principale riferimento per contrastare la violenza nei confronti delle donne diventa il principio di non discriminazione, che deve tradursi in un impegno costante per eliminare pregiudizi, stereotipi e modelli radicati nella visione falsa di una femminilità subordinata e dipendente». (b.a.)
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