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Lucca

Il Comune ora bonifica il campo nomadi

Il Comune ora bonifica il campo nomadi

Blitz dei carabinieri mette in luce la gravità del caso: rifiuti ovunque, niente igiene Entro luglio 31 famiglie avranno una piazzola e dovranno pagare le bollette

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LUCCA. Il Comune è pronto a ripulire il campo nomadi delle Tagliate, vicino al cimitero, al palasport e al campo di atletica leggera, che è in condizioni disastrose. Una situazione nota da anni e che l’operazione di controllo condotta ieri dai carabinieri ha messo ancora una volta in evidenza. Ci sono i problemi di igiene e rischi per la falda acquifera dal momento che sono state trovate dagli militari dell’Arma decine di batterie d’auto esauste: sono rifiuti speciali, pericolosi, che devono essere smaltiti seguendo ben precisi protocolli. E invece erano lì, a due passi dal fiume. Con i loro liquidi che rischiano di inquinare il terreno e poi l’acqua. Diverso, diciamo migliore, lo stato del campo di via della Scogliera, per metà di proprietà della famiglia Balestra e per metà comunale. Alle Tagliate, invece, è davvero un disastro. «Ma ora interveniamo, così non si può andare avanti» esclama il sindaco Alessandro Tambellini che alle 9,30 si presenta al campo nomadi, parla a lungo con il capitano Lorenzo Angioni e quindi annuncia l’arrivo delle ruspe. L’operazione potrebbe scattare a breve: si attende solo che l’Enel concluda l’allaccio dei contatori nella zona dove ad agosto e settembre vanno i giostrai. Lì saranno trasferite le famiglie durante il periodo necessario per bonificare l’area.

Massimo degrado. Alle Tagliate i carabinieri trovano condizioni di vita davvero al limite. Rifiuti, melma, pozzanghere d’acqua stagnante, carcasse di macchine, di scooter, di bici e di moto, cani legati con corti guinzagli e senza cibo e nulla da bere. Elettrodomestici arrugginiti. Intere cucine rotte. I bagni in muratura divelti, fatti a pezzi, ridotti a magazzini e stracolmi di spazzatura di ogni genere. Dietro al cimitero una vera e propria discarica. Per i bisogni, viene utilizzato un campo: tutto en plein air, senza un briciolo di igiene.

I provvedimenti. Da tre mesi, dicono a palazzo Orsetti, il Comune è pronto a entrare in azione. C’è un progetto curato dai settori sociale, tecnico, polizia municipale e urbanistica da mettere ora in pratica L’amministrazione trasferirà momentaneamente le 31 famiglie (romeni e sinti italiani) a sud, nell’area occupata dai giostrai. Per farlo occorre che l’Enel concluda gli allacciamenti chiesti da alcune settimane. A quel punto sarà possibile operare il temporaneo trasloco dei nomadi e al tempo stesso potranno partire i lavori. Le ruspe butteranno giù tutto, ripuliranno tutto, porteranno via (con l’intervento di Sistema Ambiente) le montagne di rifiuti. Una volta messa a posto la zona, i nomadi potranno tornare alle Tagliate e a ogni nucleo familiare sarà assegnata una piazzola. Con l’obbligo di occupare solo quella e non, come accade ora, di spostarsi di continuo.

I contratti e le bollette. Il Comune e le 31 famiglie nomadi hanno firmato un contratto: gli occupanti del campo si impegnano a pagare (e lo fanno già ora) le bollette dei servizi. Ognuna avrà il contatore dell’acqua in modo da evitare evasioni. Se qualcuno farà il furbo, arriverà la forza pubblica e se ne dovrà andare. Questo il patto scritto. Per arrivare al risultato, dice il Comune, è stato necessario un lungo lavoro di mediazione: «Noi garantiamo l’accoglienza, ma pretendiamo la legalità».

L’intervento. Come detto, l’amministrazione attende solo l’Enel. È di due giorni il tempo stimato per il trasloco temporaneo dei nomadi, mentre il lavoro di ripulitura durerà un mese e mezzo. Entro fine luglio va ultimato perché poi arrivano i giostrai.

Via della Scogliera. L’Autorità di Bacino ha chiesto di rimettere in sesto la golena dopo anni e anni di riempimenti abusivi di terra . La golena deve essere libera e il Comune ora sta valutando la situazione.

Duccio Casini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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