Sicurezza
Condotto pubblico pieno di rifiuti
Proteste dei cittadini: «La Provincia ha dragato il fondo, ma non è bastato»
MARLIA. La pulizia del condotto pubblico? Da rifare, almeno nel tratto che scorre lungo via Ceppo di Melo e via del Fanuccio, a Marlia.
A sostenerlo è il consigliere provinciale Daniele Lazzareschi, che ha effettuato un sopralluogo sul tratto del canale pochi giorni dopo che la draga inviata dalla Provincia se n’è andata.
A dar ragione a Lazzareschi sono anche gli abitanti della zona, a cominciare dalla famiglia Matteucci, che già alcuni anni fa si fece promotrice di una richiesta di pulizia e messa in sicurezza del condotto che da Ponte a Moriano raggiunge Lucca.
«La draga è rimasta qui per almeno quattro giorni – raccontano da via Ceppo di Melo – Ha caricato cinque camion di fango e rifiuti, che poi gli operai ci hanno detto essere stati trasportati a Pontedera, per essere smaltiti come rifiuti speciali. Poi, finito di scavare (un tratto di un paio di centinaia di metri circa, ndr), i mezzi sono spariti, ma nel canale sembrano esserci ancora più rifiuti e melma di prima. Un tempo, si vedeva il fondo, fatto tutto di mattoncini e lastroni di pietra. L’acqua era talmente pulita che i bambini ci facevano il bagno, in estate. Poi la pulizia del letto del condotto ha iniziato a rallentare. Erano almeno trent’anni che nessuno dragava il fondo, nonostante i mezzi non manchino e il lavoro sia diventato più semplice, rispetto a carretti e pala di qualche decennio fa».
Tanti di quei trent’anni di melma, tuttavia, sembrano essere ancora lì, sul letto del condotto, come sottolinea Lazzareschi. «Si vedono bottiglie, plastica, pezzi di cemento e ferro, vegetazione. Mi chiedo se sia questo è il modo di fare pulizia. Nel 2006 è stato stanziato un milione di euro per ripulire il condotto pubblico. Sono passati sette anni e il cantiere ha riguardato solo brevi tratti: uno a nord del viale Europa, dove sono stati tagliati alcuni alberi che avevano invaso il canale, e ora questo a nord e sud dell’incrocio tra via Ceppo di Melo e via del Fanuccio. Peccato, però, che il punto più critico, ovvero quello in concomitanza del ponte sul condotto, non sia nemmeno stato toccato. Sotto il ponte sono ancora ben visibili rami e sporcizia, per non parlare del fatto che il livello del letto è assai più alto che in altri punti del canale. Se ci sono problemi di competenza (pare che in corrispondenza di attraversamenti entri in gioco il Comune), mi chiedo come mai non siano stati risolti prima di far arrivare i mezzi e di lasciare il lavoro a metà». Proprio in quella zona, negli anni passati si sono verificati numerosi episodi di allagamento, causati dall’improvviso innalzamento delle acque del condotto, anche a causa dei detriti accumulatisi nel tempo. C’è chi giura che, fino a poco tempo fa, sul letto del condotto si potesse distinguere benissimo persino una lapide in marmo che nessuno è mai riuscito a capire da dove fosse arrivata e, soprattutto, come.
Arianna Bottari
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