Proteste
Concordato preventivo per la Metaform
Perdite per oltre un milione per l’azienda di materie plastiche fondata nel 1946. Con il fiato sospeso oltre 50 dipendenti
LUCCA. Un altro pezzo di storia imprenditoriale lucchese in crisi di liquidità chiede ai giudici del tribunale fallimentare l’ammissione al concordato preventivo per evitare di chiudere i battenti con tutto ciò che ne consegue sia a livello occupazionale sia per quanto riguarda il tessuto economico locale. A ricorrere alla misura concorsuale è la Metaform Lucchese spa con sede in via per Camaiore a Monsagrati fondata nel 1946 dalla famiglia Vincenzi. Un’azienda leader - sino ad alcuni anni fa- nella produzione e commercializzazione di mobili, accessori e complementi di arredo bagno e materie plastiche per cucina. L’ultimo bilancio datato 30 aprile 2013 che ha costretto il legale rappresentante della Metaform - Attilio Vincenzi, 69 anni - a rivolgersi ai suoi professionisti per presentare una richiesta di concordato parla chiaro: 17.638.343 euro di attivo contro 18.787.268 di passivo. Un milione e 148mila 925 euro di sbilancio. Una situazione non più sostenibile che necessita - pena il fallimento - una ristrutturazione aziendale attraverso un contratto d’affitto d’azienda.
Le cause del dissesto. La riduzione del volume d’affari è nelle cifre: 19,7 milioni nel 2008 contro i 15 nel 2012 con una crescente perdita nei crediti (dai 254mila del 2008 ai 678mila nel 2012). A questo si aggiunge l’allungamento dei termini di pagamento dei clienti, le maggiori perdite per inesigibilità dei crediti e l’aggravarsi della situazione finanziaria dovuta al venir meno del credito di fornitura causato dallo spostamento degli approvvigionamenti di materiale dall’Italia alla Cina - ritenuto più conveniente dal punto di vista economico - che ha comportato acquisti effettuati con pagamenti non dilazionati e praticamente immediati. E a questa situazione già pesante di per sè ha dato un’ulteriore spinta la giacenza di articoli di magazzino fuori catalogo di oltre tre anni e non più vendibili alla grande distribuzione che esige sempre prodotti nuovi e tecnologicamente avanzati.
Rapporti d’affari. Il mercato della Metaform Lucchese era e resta di primo piano. Tanti i paesi che importano prodotti realizzati e distribuiti dalla multinazionale lucchese. Oltre alla Cina ci sono rapporti consolidati con aziende olandesi, francesi, croate, belghe, russe, spagnole, kazake e persino libanesi. Attualmente sono in corso trattative con imprese interessate a contratti d’affitto per mantenere la produttività e la continuità aziendale. Società di persone e di capitali interessate in un futuro anche all’acquisto del compendio e nella frattempo alla gestione dell’affitto aziendale in grado di consentire l’assorbimento della manodopera. Verrà redatto entro 90-120 giorni un piano aziendale con le stime e i valori immobiliari e del magazzino e le percentuali da corrispondere a creditori privilegiati e chirografari.
Posti di lavoro. Sino al dicembre 2011 la Metaform Lucchese spa poteva contare su tre dirigenti, otto quadri, quindici impiegati e trentadue operai. In tutto 58 persone. Una parte però ha trovato un’altra occupazione e ha lasciato l’azienda Consiglio d’amministrazione. Il capitale sociale versato è di 120mila euro. Attualmente il presidente del Cda è Jolanda Zambon mentre il legale rappresentante è Attilio Vincenzi. Soci della Metaform sono i membri della famiglia Vincenzi: Giuliana, Diana e Rosalba. Gli uffici e lo stabilmento si estendono su un’area di 10mila metri quadrati.
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