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Dimissioni del parroco, la sorpresa del vescovo

Dimissioni del parroco, la sorpresa del vescovo

Monsignor Castellani: «Non avevo ricevuto segnali di particolari difficoltà né da don Americo Marsili né da parte della comunità cristiana di Porcari»

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PORCARI. Amareggiato. Deluso. Sorpreso. Il vescovo Italo Castellani prende posizione sul caso delle dimissioni di don Americo Marsili che giovedì lascerà Porcari dopo appena tre mesi di permanenza in paese a causa, dice, delle intromissioni del predecessore don Giuseppe Andreozzi (ora in stand by a Lucca) ma anche delle accuse, degli insulti, delle telefonate minacciose ricevute negli ultimi tempi. A testimonianza di un clima molto poco sereno, con la comunità dei fedeli che appare spaccata in due: chi a favore del “vecchio” prete (in prima linea a difesa degli operai dell’Eurosak), chi schierato invece con il “nuovo” parroco.

Castellani - chiamato domenica in causa da un gruppo di parrocchiani che lo esortavano a fare chiarezza oppure a dimettersi - affida a un comunicato del Vicariato la sua posizione, che si conclude con appello affinché tutti si prendano le loro responsabilità.

«A seguito delle dimissioni del parroco di Porcari, don Americo Marsili, l'arcivescovo dichiara il proprio profondo dispiacere per le modalità, non certamente ecclesiali, con cui sono state rese note e del grave scandalo provocato alla comunità. Dichiara inoltre il proprio dispiacere per le reazioni esagerate che sono state diffuse a mezzo stampa e online da alcuni membri della comunità, senza una piena conoscenza dei fatti. Questo non è né lo spirito né lo stile di un corretto comportamento ecclesiale, oltre che costituire una grave “contro-testimonianza”. L'arcivescovo, inoltre, tiene anche a rendere pubblica la sua ferma posizione - presa a suo tempo, nei confronti del predecessore di don Americo, monsignor Giuseppe Andreozzi -, a non interferire sull'ordinaria vita della comunità cristiana di Porcari, parrocchia che don Andreozzi liberamente aveva chiesto di lasciare, con le sue dimissioni successivamente accolte dall’arcivescovo. Per amore della verità l'arcivescovo tiene anche a precisare - vista la continua presenza e vicinanza personale sua e del vicario generale a don Americo e alla comunità, di cui diversi membri della comunità stessa sono testimoni - di non aver avuto in quest'ultimo tempo particolari segnali di difficoltà né da parte di don Americo, né da parte della comunità. L'arcivescovo infine ricorda che guidare una diocesi, come ci insegna Gesù Buon Pastore, significa avere attenzione ad ogni persona e comunità nella carità, come in questi anni ha cercato costantemente di testimoniare. Invita pertanto ciascuno ad assumersi le proprie responsabilità come si conviene a persone adulte in ogni campo della vita sociale e soprattutto ecclesiale».

Ieri, intanto, a testimonianza del clima incandescente è comparso un cartello sul portone della chiesa di San Giusto con la proposta di chiudere il tempio a tempo indeterminato: “Sospendiamo tutte le celebrazioni fino a quando chi di competenza non avrà risolto questa triste vicenda”. Il cartello è stato poi rimosso.Adesso potrebbe essere il co-parroco Giancarlo Da Valle a celebrare la messa del centenario del 23 giugno, giornata storica per la comunità porcarese che in quel giorno festeggerà ufficialmente i 100 anni di storia del comune.

Tutto questo se nelle prossime settimane la Diocesi non avrà sostituito don Americo Marsili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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