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Carico di cellulosa rubato, assolto un imprenditore

Carico di cellulosa rubato, assolto un imprenditore

LUCCA. Il furto era stato clamoroso. Durante una notte del novembre di quattro anni fa al parcheggio dello scalo ferroviario di via Cairoli tre bilici di una ditta di autotrasporti contenenti presse...

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LUCCA. Il furto era stato clamoroso. Durante una notte del novembre di quattro anni fa al parcheggio dello scalo ferroviario di via Cairoli tre bilici di una ditta di autotrasporti contenenti presse di cellulosa destinati ad aziende cartarie della Piana erano spariti nel nulla. Un colpo da 200mila euro. Per quella vicenda sei componenti la banda avevano patteggiato e ieri c’è stata l’unica assoluzione (per non aver commesso il fatto): quella di Andrea Rossi, 44 anni, imprenditore lucchese da tempo residente a Monza.

Era accusato di ricettazione, ma lui (difeso dall’avvocato FlorenzoStorelli) aveva sempre proclamato la propria buonafede e onestà. Non aveva voluto patteggiare, convinto che la verità sarebbe venuto fuori al processo.

Rossi aveva sempre dichiarato di aver ricevuto la proposta di piazzare la cellulosa, ma di non sapere assolutamente che si trattava di merce provento di un furto.

Tre anni fa davanti al gup Dal Torrione c’erano stati sei patteggiamenti per un totale di 7 anni e 8 mesi di reclusione e 2800 euro di multa, un'assoluzione per non aver commesso il fatto e due rinvii a giudizio (uno, appunto, quello di Rossi).

L'organizzazione nel novembre 2009 aveva fatto sparire tre autoarticolati provenienti dal Nord Europa con 300 tonnellate di cellulosa stoccandola provvisoriamente all'interno di una cartiera fuori Toscana con l’idea di piazzarla rapidamente a un'azienda del Sud.

Un progetto che sarebbe andato a buon fine, consentendo agli organizzatori di intascare la cospicua somma, se non si fosse messo in mezzo un quarantenne autotrasportatore lucchese.

Lui, controllando la documentazione, si era accorto che qualcosa non quadrava: mancavano bolle e fatture. Così aveva avvertito i carabinieri di Ponte a Moriano che iniziarono l'indagine, recuperarono la merce e fecero scattare le denunce.

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