Il Tirreno

Lucca

Ladri in fuga dopo il colpo alla Bacar

Ladri in fuga dopo il colpo alla Bacar

Quattro malviventi sfondano la porta, ma l’arrivo dei carabinieri li costringe a scappare per i campi e lasciare la refurtiva

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BADIA POZZEVERI. Erano in quattro e avevano progettato un colpo che avrebbe fruttato oltre 25mila euro. Ma qualcosa è andato storto. Mentre stavano caricando trapani, utensili e prodotti per l’industria dal magazzino della ditta Bacar srl a Badia Pozzeveri è transitata dalla località Carbonata una pattuglia dei carabinieri del radiomobile. Quell’auto è bastata per far desistere i malviventi che sono fuggiti dalla zona retrostante dove si trovano dei campi incolti. Nella fuga si sono portati via qualche oggetto lasciando però all’interno del deposito la merce scelta per essere portata via e successivamente ricettata. Erano le 3 del mattino e i militari nonostante le ricerche non sono riusciti a rintracciare gli autori del furto.

Allarme in tilt. La sirena dell’antifurto è entrata in azione ed è stata udita da una persona che abita in zona e che ha avvertito la centrale operativa. Ma non c’è stata la necessaria tempestività perché la chiamata al 112 non è partita automaticamente forse per un guasto al sistema d’allarme. Un guasto fatale che avrebbe consentito ai ladri di agire indisturbati se non ci fosse stata quella telefonata notturna ai carabinieri ad evitare un nuovo furto su commissione.

Telecamere interne. Che i banditi erano quattro - forse dell’Est e con volto solo parzialmente travisato - i militari lo hanno capito dalle immagini della telecamera interna al deposito che rifornisce cartiere, officine, autocarrozzerie e industrie della Lucchesia e non solo. Tra l’altro la Bacar srl - fondata nel 1948 da Silvio Baldacci - è già stata presa di mira dai ladri in più di una circostanza. L’ultima volta nell’autunno dello scorso anno proprio nel giorno in cui un violento nubifragio causò danni e allagamenti nella Piana e nella periferia di Lucca. Un malvivente riuscì a forzare un infisso e per evitare che il sistema d’allarme perimetrale entrasse in funzione strisciò a terra come in un percorso di guerra sino ad arrivare agli uffici per impossessarsi di soldi e materiale vario.

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