Attenzione
«Treni, prezzi per l’elite» Protesta alla stazione
«Conviene organizzarci in gruppo e usare l’auto». Chiesta la modulazione degli abbonamenti, costi sostenibili, orari migliori e convogli decenti
LUCCA. “No alla soppressione delle nostre stazioni”, “contro i tagli al trasporto pubblico”, “andare all’università è un diritto, arrivarci pure”, “abbonamenti flessibili, rimborsi flessibili”. Sono solo alcuni degli striscioni e dei cartelli esposti ieri nel piazzale di fronte alla stazione di Lucca da circa un centinaio di persone che hanno preso parte alla manifestazione organizzata dal Coordinamento per la difesa del trasporto pubblico e dall’Assemblea pendolari Lucca Pisa. Diverse le ragioni della protesta che ieri pomeriggio hanno unito studenti e lavoratori appartenenti ad ogni fascia di età.
Treni per l’elite. A stare particolarmente a cuore, sembra essere la politica tariffaria adottata «che – spiega Marco Rizzo dell’Assemblea pendolari Lucca Pisa – ha reso il treno sempre più un mezzo d’élite». Stando ai dati da lui riportati, infatti, solo nel 2012, il costo del biglietto singolo è schizzato da 2,50 a 3 euro, arrivando infine a 3,30, mentre quello degli abbonamenti è passato da 18 a 22 per i settimanali e da 46 a 55 per i mensili per chi ha un reddito superiore ai 36.000 euro. Una suddivisione, quella in base all’Isee, che peraltro, secondo i manifestanti, non tutelerebbe i più deboli perché l’aumento dei singoli biglietti sta riguardando tutti gli utenti, senza alcuna distinzione.
«Oltre a ciò – scrivono sul loro volantino – con la ridefinizione dei parametri, in cui si prevede che l’avere una casa di proprietà faccia salire notevolmente il valore Isee, coloro che saranno costretti a pagare la tariffa maggiorata aumenteranno sempre di più».
Stangata sui prezzi. Un fattore, quello dei prezzi, che ha spinto e continua a spingere ogni giorno molti pendolari a preferire la macchina. «Almeno per noi ragazzi, delle agevolazioni sono indispensabili» affermano dall’Assemblea pendolari Lucca-Pisa. Ad essere duramente attaccato è poi il sistema degli abbonamenti, giudicato troppo rigido perché non tiene conto delle esigenze delle diverse tipologie di utenti. «Prendiamo il caso di uno studente universitario che parta da Lucca per andare a Pisa. – dichiara Marco Rizzo –. Le lezioni nel primo semestre sono generalmente comprese tra il 15 settembre e il 15 dicembre. Egli dovrà così ricorrere a due abbonamenti mensili, quelli di ottobre e novembre, e quattro settimanali, per le ultime due settimane di settembre e per le prime due di dicembre. Supponendo che rientri nella fascia di reddito superiore a 36.000euro annui, arriverà a spendere 198 euro: ben 33 euro in più se, anche mantenendo le stesse tariffe, fosse possibile firmare un abbonamento mensile con validità di trenta giorni dalla data di obliterazione».
Abbonamenti. La loro richiesta infatti è semplice: non più abbonamenti basati sul calendario, cioè dal primo all’ultimo giorno di ogni mese, ma sugli effettivi tempi d’uso. Ben 400 euro è così la cifra che, secondo Marco, a fine anno è necessaria per chi percorre la tratta Lucca-Pisa che va a sommarsi alle consistenti rate dell’università.
Costa meno l’auto. Da qui la scelta di molti di preferire il mezzo privato. «Uno studente che ha lezione solo la mattina, tra benzina e parcheggi spende solo poco di più del singolo biglietto, evitando certamente problemi di ritardi e soppressioni. Se poi trova un amico o due con cui dividere i costi, allora davvero non c’è partita». Fra gli altri problemi che hanno convinto molti lucchesi a manifestare ieri pomeriggio, anche quelli infrastrutturali delle linee ferroviarie.
Cancellazioni. Quarantaquattro i treni che, secondo il provvedimento adottato il 1 ottobre 2012 dalla Regione Toscana, sarebbero stati cancellati con le relative fermate nelle stazioni di Massarosa, Nozzano, Tassignano, Porcari, Montecarlo, Borgo a Mozzano e Serravalle Pistoiese, in cambio di due Regiostar tra Viareggio e Firenze che avrebbero fatto risparmiare 7 minuti sui tempi di percorso. «A seguito delle proteste e delle petizioni, il provvedimento è stato sospeso, ma non cancellato – spiegano dal coordinamento –. Se l’idea venisse ripristinata, i riflessi occupazionali sarebbero deleteri: decine di posti di lavoro persi fra il personale di Fs e quello dei servizi accessori». La richiesta va poi nella direzione di una gara unica regionale per il trasporto pubblico su rotaia e di una riprogettazione complessiva e contemporanea di quello su gomma e su rotaia così da ottimizzare le risorse. Oltre a ciò, secondo il manifestanti, servirebbero anche miglioramenti tecnologici per la circolazione dei treni, ma anche la sostituzione del materiale rotabile ormai vetusto e soggetto a continui guasti, così come un aumento consistente della manutenzione. Un’attenzione particolare, viene rivolta anche alla necessità di un potenziamento delle linee Lucca-Pisa e Lucca-Aulla con treni che presentino un numero di carrozze sufficiente all’utenza.
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