Sicurezza
Sant’Anna chiede opere pubbliche attese invano da anni
Confronto con sindaco e giunta. «Se ci sono pochi soldi almeno si lavori con celerità e come si deve»
LUCCA. Fiducia nell’amministrazione comunale e comprensione per le difficoltà dovute ai debiti fuori bilancio, ma desiderio di vedere sindaco e assessori impegnati nella risoluzione dei problemi, anche piccoli, che porterebbero comunque dei benefici ai cittadini. In caso contrario crescerebbe la protesta per i mancati interventi attesi da anni (singolare il caso dello scolo delle acque in Via Matteotti e della stradina del cimitero).
Questo in sintesi quanto hanno chiesto e manifestato i cittadini presenti a S. Anna nei locali del centro parrocchiale dove sono stati ascoltati dal sindaco Alessandro Tambellini e dai membri della giunta.
S. Anna ha fatto la voce grossa essendo il quartiere più popoloso, ma non sono mancati interventi dei cittadini di Nave, Fagnano e S. Angelo.
Bisogni tanti, risorse poche. Nel suo intervento iniziale il sindaco si è ripetuto: «Il risparmio di quest’anno sarà inghiottito da debiti fuori bilancio non previsti in precedenza. Fino ad oggi, nel 2013, abbiamo speso 200mila Euro per la manutenzione delle strade, agendo secondo delle priorità, dando la precedenza alla circonvallazione, a via della polveriera e a via delle Ville. Contiamo di avere a disposizione altrettanti soldi, valutando gli interventi secondo una scala di priorità».
No all’asfalto ecologico. I problemi a S. Anna sono molti, ma alcuni risolvibili senza grandi spese. Negli interventi dei cittadini, moderati dai membri dell’Associazione Parco S. Anna, tante spiegazioni sul cosiddetto “asfalto ecologico”, con cui sarebbero stati realizzati il secondo e il terzo lotto della pista ciclabile lungo viale Puccini. «Ha costi elevati, si sciupa subito e non è sicuro. Meglio l’asfalto normale, più economico e con minore drenaggio», hanno detto.
Altra richiesta è quella di abbassare (se non proprio tagliare) le siepi lungo la ciclabile, che ostacolano la visibilità e la sicurezza delle auto che incrociano la pista. E’ necessario anche mettere in sicurezza pedoni e ciclisti che utilizzano via Einaudi, dove le code sono diminuite grazie alla realizzazione di rotonde, ma la velocità dei veicoli è alta e pericolosa. Preoccupano anche la sicurezza lungo il parco fluviale e l’arroganza degli automobilisti che costantemente percorrono contro mano via della Scogliera. La richiesta di controlli dei vigili urbani è sempre inascoltata.
Via Vecchi Pardini e il collegamento del cimitero. Tante case, una scuola materna con tanti bambini, ma strada stretta e utilizzata in alternativa alla Sarzanese. I santannesi che hanno esposto le difficoltà di via Tiro a Segno, Vecchi Pardini, Don Minzoni, Pistelloni e zone limitrofe, non avevano bisogno di parole: il solo apporto delle fotografie proiettate bastava per rendere l’idea delle difficoltà di transito per bici e pedoni e delle difficoltà nella sosta per i familiari che devono andare a prendere i piccoli all’asilo. L’aumento dei servizi commerciali (Coop, edilizia popolare, sosta dei camper, turismo del parco fluviale) non è stato accompagnato in questi anni da interventi di viabilità e di servizi per il cittadino (piste, parcheggi).
I residenti hanno individuato i punti in cui poter realizzare parcheggi (sostituendo vecchie fogne agricole e riutilizzando i posti una volta riservati ai cassonetti della spazzatura). Le soluzioni sono in fase di studio (come ha ribadito l’assessore Francesca Pierotti), ma non si conoscono al momento le possibili soluzioni, nonostante numerosi incontri fatti a S. Anna con l’ing. Pratelli, incaricato di studiare una viabilità sul territorio.
Pierotti ha ammonito: «Non pensate che questi interventi siano a costo nullo o quasi: anche la modifica della segnaletica e della cartellonistica ha un prezzo per l’amministrazione». L’esempio lampante di mancato impegno delle precedenti amministrazioni comunali è quello della famosa “stradina del cimitero”, proposta dal 1991 e inserita nel piano triennale delle opere pubbliche del comune dal 2003, che avrebbe l’enorme vantaggio di collegare la zona più popolosa del quartiere con il cimitero comunale, frequentato da anziani che al momento percorrono un improponibile tragitto, triplicando la distanza in linea d’area. La realizzazione della stradina pare una cosa banale ai cittadini che hanno fatto diversi sopralluoghi con consiglieri comunali ed avrebbero individuato un antico percorso tra i campi, utilizzato fino a qualche decennio fa e ripristinabile previo taglio della vegetazione. Diverso il parere dell’amministrazione, che ha chiesto vanamente i contributi previsti per la via Francigena e pare orientata verso la realizzazione di uno spazio pedonale e ciclabile costeggiante via Cavalletti.
Sicurezza delle acque, dell’Ozzeri e di Fagnano. Cittadini e assessori sono concordi su un punto: le vie di scolo delle acque, le tubature e le fosse devono essere ripulite affinché possano svolgere la funzione di messa in sicurezza di strade ed edifici. L’intervento è urgente per evitare allagamenti come quelli di Via Don Minzoni, Via Matteotti e Via Einaudi. Da ripristinare anche l’argine dell’Ozzeri nei pressi di Fagnano, al momento protetto soltanto con sacchi di sabbia per tamponare un’emergenza: ancora rappresentano l’unica difesa del paese.
Il parcheggio via Pisana via Sardi. L’area verde nell’angolo tra via pisana e questa sua traversa, potrebbe essere destinata a parcheggio. Qui si scontrano i pareri di chi preferisce riservare un pezzo d’area verde curato dagli abitanti del posto e chi vuole difendere i negozi di quartiere e i servizi medici (studi medici e la farmacia). Si pensa ad opere compensative oppure di ridurre solo in parte l’area verde, con interventi su quell’incrocio, ad alta densità di incidenti.
Deposito rifiuti. Nave, Via Ducceschi e Sillori e la frazione di S. Angelo, sono zone che soffrono le vibrazioni dei Tir, nonché degli odori dei rifiuti, in particolare quelli organici. Non piace ai cittadini la soluzione di estendere l’area del deposito per contenere odori e materiale: si teme sia una soluzione che dia il via al deposito di una quantità maggiore di rifiuti. I cittadini preferiscono minore sosta del rifiuto organico e più celere partenza dei Tir verso gli impianti di compostaggio. Le richieste dei cittadini sono state innumerevoli e dettagliate, portando l’incontro a ben oltre la mezzanotte. «Una cosa è certa: questa amministrazione – hanno concluso – deve dare almeno segnali positivi e di attenzione ad una zona in cui in questi anni si è solo cementificato, con una elevata quantità di invenduto. Se ci sono i soldi solo per fare poco, ci sia almeno la buona volontà di farlo bene».
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