Lutto
Oltre mille persone alla manifestazione per difendere la sanità nella Valle
Comitati e cittadini si oppongono al depotenziamento degli ospedali di Barga e Castelnuovo Garfagnana
LUCCA. Un successo, e forse non preventivato. La manifestazione organizzata per difendere la sanità in Valle del Serchio e conclusasi davanti la hall dell'ospedale di Barga, è stata partecipata da oltre 1.200 persone, a conferma che la Mediavalle non vuole essere figlia di un Dio minore e vuol giocare una partita difficile, senza divisioni campanilistiche. Il corteo è partito dall'oratorio del Sacro Cuore ed è giunto al nosocomio, dove sono partiti gli interventi del sindaco Marco Bonini, dei rappresentanti dell'Osservatorio per la sanità in Valle del Serchio e il Comitato in difesa del cittadino, e infine di Nicola Boggi, presidente Unione Comuni della Media Valle. Non è stata una manifestazione "nazionalistica", anzi. Da più parti si è invocata l'unità del territorio e delle istituzioni per non perdere gli attuali standard sanitari, e soprattutto battersi per un ospedale unico funzionale e capace di garantire almeno 150 posti letto: "Questa non è una manifestazione contro qualcuno - esordisce Bonini -, ma per l'unità della Valle. Il problema è semplice: un ospedale con pochi posti letto non serve a nessuno. Dopo di che, posto che il nuovo ospedale sia realizzato, tra lavori e iter burocratici passeranno sei anni. E in tutto questo tempo che si fa? Lasciamo la sanità allo sbando pur avendo due ospedali come il San Francesco e il Santa Croce?". E poi "Sono quarant'anni che combattiamo per difendere i servizi sanitari ed evitare tagli all'ospedale di Barga - esordisce Francesca Tognarelli, referente del Comitato per la difesa del cittadino -, e continueremo a farlo. Ci battiamo e ci batteremo perché questo ospedale non venga depotenziato, né tantomeno svenduto. Il San Francesco deve restare un ospedale, non una Casa della salute. Non dev'essere toccato niente, e bisogna andare avanti con gli accordi del 1995". (Nicola Bellanova)
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