Sicurezza
Vittime in silenzio, per non dimenticare le tante donne uccise
LUCCA. Una giornata per non dimenticare Alessandra Biagi, Vanessa Simonini e le tante ammazzate da uomini che odiano le donne. Oggi dalle 14,30 alle 18,30 nella sala Ademollo di palazzo Ducale un...
LUCCA. Una giornata per non dimenticare Alessandra Biagi, Vanessa Simonini e le tante ammazzate da uomini che odiano le donne. Oggi dalle 14,30 alle 18,30 nella sala Ademollo di palazzo Ducale un incontro dibattito dal titolo «Vittime in silenzio» per non dimenticare Alessandra e le altre. I relatori parleranno di legge sullo stalking, codice rosa, misure cautelari e configurabilità dei reati in materia di violenza di genere, protezione contro gli abusi familiari con uno spazio alle testimonianze prima tra tutte quella di Silvia Amadei, rappresentante della famiglia di Alessandra Biagi uccisa dall’ex compagno che poi si sparò. Al convegno parteciperanno Daniela Elena Caselli, presidente dell’associazione Luna Onlus, il questore Claudio Cracovia, il dottor Raffaele Domenici e il giudice civile e tutelare al tribunale di Lucca, Beatrice Giunti. Per l’occasione l’onorevole Raffaella Mariani interviene: «La morte di Alessandra Biagi è stata e resta una ferita profonda per i suoi familiari e per tutta la nostra comunità insieme a quella delle altre donne uccise in Lucchesia come Vanessa Simonini. Proprio in questi giorni il Parlamento sta lavorando ad una serie di provvedimenti per fermare i femminicidi nel nostro Paese. Lunedì prossimo la procedura di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica siglata a Istanbul nel 2011 approderà alla Camera. Servono progetti che seguano linee guida come prevenzione, protezione, repressione, monitoraggio e integrazione delle politiche. È essenziale la formazione di operatori sociali, sanitari e giudiziari, per potenziare servizi di assistenza delle vittime di violenza sessuale e domestica. Dobbiamo ripristinare il fondo contro la violenza alle donne istituito nel 2007 per l’indennizzo delle vittime dei reati a sfondo sessuale. Altro tema che ci sta a cuore è quello che riguarda la revisione del codice penale in un senso che tenga maggior conto del punto di vista delle vittime».
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