Il Tirreno

Lucca

Unificazione dei tribunali proroga a sorpresa in vista

di Luca Tronchetti
Unificazione dei tribunali proroga a sorpresa in vista

Al Galli Tassi era tutto predisposto per accorpare la sede distaccata di Viareggio ma la commissione Giustizia del Senato vuole lo spostamento al settembre 2014

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LUCCA. Dopo il mancato taglio delle province ecco che spunta all’orizzonte il mancato accorpamento dei tribunali. La politica, ancora una volta in questo Paese, sconfessa quanto aveva solennemente promesso meno di 12 mesi fa. L’altro giorno in commissione Giustizia del Senato all’unanimità i partiti - pure il Movimento 5 Stelle di Grillo - hanno deciso per il rinvio della nuova geografia giudiziaria. Sconfessando così il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, che proprio lunedì scorso aveva assicurato che la riforma sarebbe entrata in vigore il 13 settembre. Niente più accorpamenti quindi. Almeno sino al settembre del 2014. Ancora una volta la palla si butta più avanti: meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Una vittoria delle camere penali e dell’ordine forense.

Il caso Lucca. La notizia del rinvio del taglio dei tribunali ha scosso i vertici del palazzo di giustizia di via Galli Tassi. Il presidente facente funzioni Francesco Mormino aveva incontrato l’amministrazione comunale per stabilire i tempi dei lavori da eseguire per l’unificazione della sede distaccata di Viareggio. Addirittura le quasi 500 udienze penali che avrebbero dovuto essere discusse nel palazzo di giustizia versiliese erano già state fissate dal 15 maggio al 16 luglio davanti al giudice monocratico del tribunale di Lucca in via Galli Tassi. Udienze di smistamento non discusse in aula, ma con l’indicazione di una data in calendario dove tenere il dibattimento logicamente al tribunale di Lucca e non più a Viareggio. Un passo di non ritorno verso la riforma. Era stata ipotizzata l’aula per il terzo collegio composto da giudici provenienti dalla sezione di Viareggio (Gerardo Boragine, Nidia Genovese e Valeria Marino) che avrebbero tenuto l’udienza dove attualmente si celebrano le sentenze di separazione e gli impiegati addetti alle notifiche erano stati destinati al vecchio palazzo littorio in via Carrara che sino agli anni Ottanta ha ospitato tribunale e procura. Un piano organizzativo che adesso rischia di andare a farsi benedire.

Siamo su «Scherzi a parte». Per l’Associazione Nazionale Magistrati il rinvio è inaccettabile e farebbe pagare alla collettività un prezzo non più tollerabile. A livello locale a qualche magistrato tra il serio e il faceto sembra di stare su «scherzi a parte» la popolare trasmissione in onda su Canale 5. Occorrerebbe spostare di nuovo fascicoli e udienze e ricalendarizzare tutto per eseguire daccapo la stessa operazione tra un anno esatto. Il tribunale adesso fa il tifo per il Governo contrario all’ipotesi di rinvio. I tempi poi sono davvero ristretti. A meno che non si ricorra al Decreto Legge d’urgenza per il forcing dei partiti. In quel caso il ministro Cancellieri si giocherebbe la faccia e qualcosa in più.

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