Sicurezza
Scuola di cucina nel mercato del Carmine
Altre proposte di una lettrice per iniziative semplici da realizzare per promuovere il turismo
LUCCA. Altre proposte per migliorare l’immagine della città. Scrive Emanuela Giannotti: «Ecco come sogno che il centro storico di Lucca diventi sfruttando al meglio tutte le sue potenzialità. Punto primo, un depliant “Lucca centro commerciale ideale” con la mappa di tutti i negozi presenti; se vogliamo attirare a Lucca le gite turistiche, che vengono organizzate per andare al “Village” in Val di Chiana ad Arezzo o a “Serravalle Scrivia” ad Alessandria (tanto per fare degli esempi) dobbiamo puntare non solo su negozi e merci ma soprattutto sullo splendido contesto storico e naturale in cui sono inseriti.
«Punto secondo, censire i negozi sfitti e utilizzarli come negozi artigianali e laboratori di formazione per giovani. Per il loro finanziamento si potrebbero usare direttamente i fondi messi a disposizione dalla Regione per la formazione senza farli passare attraverso le agenzie formative.
«Punto terzo, una scuola di cucina, nel mercato del Carmine, che anche io vedo votato all’agro-alimentare, un centro di formazione per cuochi, pasticceri e panificatori a vari livelli (professionisti, appassionati e turisti). Non sarebbero necessari particolari lavori, ci sono delle belle stanze inutilizzate, si potrebbe, quindi, cercare di fare tanto con poco. Chiederei la collaborazione dell’Associazione Cuochi e dell’Associazione Sommelier per i percorsi di formazione. Per quanto riguarda la fornitura delle attrezzature necessarie, gli utensili, a norma di legge, (anche se già usati) potrebbero essere donati da chi desidera contribuire fattivamente al rilancio del Mercato del Carmine.
«Tocco finale, ogni week-end animare la città individuando punti strategici (Loggiato di Palazzo Pretorio, zona piazza S. Francesco, Mercato del Carmine, zona piazza S. Frediano, zona piazza S. Martino) dove creare esibizioni a rotazione di giovani musicisti e cantanti dell’Istituto musicale Boccherini, compagnie teatrali, palestre e scuole di danza, gruppi folkloristici, bande e cori locali, cosplayers».
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