Il Tirreno

Lucca

A CONFRONTO FILOSOFIE CONTRAPPOSTE

VALUTAZIONI DIVERGENTI MA RIPARTE IL DIALOGO

DI MARCO INNOCENTI

DI MARCO INNOCENTI Se ci fosse stato bisogno di conferme, il forum organizzato dal Tirreno alla Pia Casa sulla mobilità ha dato, su tutte le altre, una risposta impietosa e inattaccabile: lunghi anni...

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DI MARCO INNOCENTI

Se ci fosse stato bisogno di conferme, il forum organizzato dal Tirreno alla Pia Casa sulla mobilità ha dato, su tutte le altre, una risposta impietosa e inattaccabile: lunghi anni di scellerata politica urbanistica hanno non solo devastato un territorio che era la prima risorsa di Lucca e della Lucchesia, ma lo hanno talmente coperto di cemento e antropizzato che oggi pare davvero complicato, se non impossibile, trovare corridoi per nuove infrastrutture, siano esse strade, piste ciclabili, corsie preferenziali, binari ferroviari. Per decenni si è colpevolmente lasciato che, variante dopo variante, sorgessero manufatti laddove era previsto che passassero strade. E che si costruisse perfino nelle zone a rischio sotto il profilo idrogeologico. Per capire bene il risultato di questa politica basta andare su Google e soffermarsi sulle ricostruzioni, consultabili sul sito de Il Tirreno, che documentano l’avanzata del cemento negli ultimi dieci anni.

Prendere atto di una situazione del genere può essere un punto di partenza, meglio sarebbe di dire di ripartenza, ma non ci si può limitare a questo. Nonostante il calo dei flussi di traffico seguito alla crisi economica, Lucca e i paesi del territorio continuano a restare nella morsa del traffico e dell’inquinamento, causa di danni alla salute e di allungamento dei tempi di percorrenza e di costi aggiuntivi per i trasporti. Nessuna della varie anime che si sono confrontate alla Pia Casa pare rassegnata a sopportare per sempre questa situazione.

E qualche passo avanti nel forum si è fatto. Intanto nessuno mette più in discussione che l’attuale progetto Anas per l’asse nord-sud abbia indiscutibili criticità da rivedere; né è più in dubbio la necessità di prevedere comunque una proposta integrata che non può tener conto solo delle nuove strade. Di qui la disponibilità delle istituzioni locali ad accelerare i tempi del confronto con comitati e categorie per ridefinire un progetto che sia il più possibile condiviso.

Ma aperture, sia pure timide, si sono avute su altri temi di fondo che stanno particolarmente a cuore agli ambientalisti ed ai comitati: da sindaci e presidente della Provincia è arrivato l’impegno a fare di più per ampliare la rete delle piste ciclabili e, soprattutto, per tornare a verificare la possibilità di arrivare alla realizzazione dello scalo merci ferroviario a Diecimo ed al potenziamento complessivo di una rete che, a binario unico, è davvero fuori dal tempo e dalle necessità. Intanto si provvederà a imporre l’utilizzo del nuovo scalo merci della Piana, costato 30 milioni e pronto in autunno.

Meno prospettive si sono invece avute per l’indispensabile riorganizzazione e incremento del trasporto pubblico, che invece potrebbe consentire di ridurre parecchio il traffico privato.

Difficile prevedere che alla fine si componga lo scontro tra due diverse filosofie, quella che privilegia gli assi viari e quella che punta sulla riduzione dei flussi attraverso lo spostamento di volumi di traffico dalla gomma alla rotaia. Più probabile però che amministratori locali, politici e categorie riprendano con forza l’iniziativa per ottenere dalle Ferrovie la dovuta, indispensabile attenzione alle esigenze del nostro territorio per arrivare davvero ad un sistema integrato di mobilità delle persone e delle merci. Sistema che comunque va studiato e messo nero su bianco, anche se si ritiene che alla fine i soldi per le opere non ci siano. Un progetto definito e, possibilmente, condiviso è indispensabile non solo per essere pronti a partire con i lavori se e quando i finanziamenti arriveranno, ma anche per vincolare a quelle realizzazioni le nuove previsioni urbanistiche in corso di definizione. E, stavolta, senza ripartire subito con le varianti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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