Sicurezza
Strade, le aziende non possono aspettare
Da commercianti e artigiani l’appello a non perdere l’ennesima occasione per liberare città e Piana dalla morsa del traffico
LUCCA. Partecipazione al forum organizzato da Il Tirreno, nell’auditorium della Pia Casa messo a disposizione dall’amministrazione comunale, sul tema della mobilità, al centro del dibattito dopo la presentazione del progetto di massima predisposto dall’Anas per l’asse nord-sud e di quello per il nuovo ponte sul Serchio.
Al confronto (a cui dedichiamo anche le due pagine successive) non sono voluti mancare i rappresentanti delle categorie economiche i quali, pur invitando gli amministratori a tener conto delle criticità e delle osservazioni di comitati e forze ambientaliste, hanno rinnovato l’appello a non perdere di nuovo l’occasione per alleviare il peso del traffico e dell’inquinamento sulla città e la Piana.
La Confcommercio. «Negli ultimi cinquant’anni si è fatto troppo poco per la mobilità – ha sostenuto il presidente Ademaro Cordoni –. Per questo non si può più perdere la possibilità di dotare il territorio di una viabilità al passo coi tempi.
«Del resto il trasporto su gomma è quello di gran lunga più utilizzato e la tendenza per il futuro non sembra essere destinata a cambiare. Quindi non ci rimane che prendere atto di questa realtà e agire di conseguenza».
La Confesercenti. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Alessio Lucarotti, secondo il quale il piano della mobilità si sviluppa su tre livelli: all’interno dei centri, tra le diverse frazioni e poi negli attraversamenti e i viaggi di più lungo respiro.
«Da anni abbiamo difficoltà negli spostamenti anche tra i comuni della Piana – ha detto – aspettiamo risposte che non arrivano. Le risorse economiche che ci sono non devono essere sprecate, ma impiegate nel miglior modo possibile».
La Confartigianato. A giudizio del presidente Costante Martinucci ci sono alcuni punti del tracciato dell’asse Nord-Sud che sono troppo vicini ad abitazioni o ad aree protette «ma dobbiamo capire se si vuole ridare alla città quello che ha perduto negli anni – ha affermato –.
«La rete ferroviaria è penosa e le infrastrutture attuali frenano lo sviluppo di aziende e attività ricettive di Mediavalle e Garfagnana. I nuovi assi permetteranno di riqualificare diverse aree della città e di ripartire con l’economia, senza contare che i 270 milioni di investimenti previsti daranno lavoro a molte imprese».
La Cna. Per il direttore Stephano Tesi c’è bisogno di un sistema economico sempre più produttivo per fronteggiare la crisi.
«Attualmente il 90% delle merci circola su gomma – ha spiegato – e ci sono imprese che sono costrette a venire a valle. Spetta alla politica dare delle risposte».
I rappresentanti degli autisti del trasporto pubblico.
Per Leonardo Andreozzi (Cgil) la prima necessità è creare il capolinea alla stazione, poi servono corsie preferenziali per snellire le percorrenze.
Gli interventi del pubblico. Oltre agli interventi dei comitati e degli amministratori, di cui parliamo nelle pagine seguenti, non sono mancate prese di posizione da parte del pubblico in sala.
Pendolari Fs. A nome dei pendolari delle ferrovie, Marco Rizzo ha chiesto impegni immediati per ripristinare servizi decenti sulle linee ferroviarie e stoppare gli aumenti esorbitanti che hanno messo in difficoltà gli utenti del treno.
La Cisl. Il segretario della Cisl, Giovanni Bolognini, ha poi da parte sua raccomandato che ogni proposta da realizzare scaturisca da un percorso partecipativo.
La Cgil. Franca Cecchini, della segreteria Cgil, ha invitato a tenere alta la guardia sulla realizzazione degli assi viari per evitare che possano esserci infiltrazioni mafiose negli appalti.
Parecchi anche gli intervetni di semplici cittadini come Umberto Franchi, per il quale «ormai da 40 anni assistiamo a uno sviluppo distort, con lo spostamento delle merci su rotaie che si è ridotto al 4%. E’ fondamentale trovare alternative al trasporto su gomma e ci sono aziende che hanno i tronchetti ferroviari al loro interno e sarebbero felicissime di poterli utilizzare».
Sandra Vellutini, che abita a Lammari, ha rivolto un appello alla salvaguardia della zona dei Laghetti «l’unico polmone verde della Piana. Trent’anni fa la politica ci diceva che gli inceneritori erano necessari mentre ora trattiamo la spazzatura in un altro modo; ora la politica ci dice che gli assi viari sono indispensabili, ma in futuro potrebbero esserci soluzioni migliori per la mobilità».
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