Sicurezza
Pellegrinotti: Sereni era contro i due poli
L’ex primo cittadino di Gallicano risponde alle accuse: «Nel 1995 io appoggiavo Campani, altri no»
GALLICANO. La sentenza è di quelle che non lasciano speranze, il rimedio a qualcuno andrà di traverso: «Con l’attuale riorganizzazione nazionale e regionale della sanità e con la drastica riduzione dei fondi dedicati, gli ospedali di Barga e Castelnuovo, così come sono oggi, sono a rischio chiusura. Se vogliamo continuare a garantire i servizi sanitari a tutti i cittadini della Valle del Serchio dobbiamo puntare a un ospedale unico che si integri con l’ospedale di Lucca, offrendo prestazioni d’eccellenza a esso complementari».
Parola di Ardelio Pellegrinotti, che risponde per le rime alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Barga, Umberto Sereni. E alla vigilia della manifestazione di piazza programmata per sabato prossimo a Barga, il clima si surriscalda. Al punto da investire uno scontro tra ex sindaco.
Il consigliere regionale esponente del Partito democratico ed ex primo cittadino di Gallicano, risponde per le rime a Sereni: «C’è chi arriva prima a vedere la soluzione dei problemi e chi, invece, ha bisogno di più tempo. Umberto Sereni è tra questi». Il riferimento è ai famosi accordi del 1995, di fatto mai messo in pratica, inerente l’organizzazione dei nosocomi di Barga e Castelnuovo: «Nel 1995, quando raggiungemmo l’accordo tra tutti i sindaci della Valle del Serchio per la salvaguardia dei due ospedali e la loro integrazione, Umberto Sereni era tra coloro che si opponevano spalleggiando l’occupazione della Sala Consiliare di Barga, in aperta contestazione con la giunta Campani che si apprestava a firmare l’accordo». Quindi, la paternità dei due poli separati, secondo Pellegrinotti, è sua e non di altri che la propugnano ora: «Io, allora sindaco di Gallicano, consigliato da medici che lavoravano negli ospedali, proposi già allora di andare verso un’organizzazione della sanità nella Valle che prevedesse un polo medico da una parte e un polo chirurgico dall’altra. Proposta respinta dai più. Proposta che vedo ritornare oggi, fatta propria da coloro che non vogliono o non vogliono più l’ospedale unico». Pellegrinotti contesta anche le politiche di accreditamento, non certo nella forma e nella sostanza, ma per l’effettiva valenza a lungo termine: «I soldi spesi in questi anni per i due plessi sono stati sufficienti a mantenerli aperti finora e a garantirne l’efficienza per un prossimo, breve futuro». Dunque, la soluzione sarebbe l’ospedale unico. Come, quando e dove si vedrà: «Questa prospettiva non deve essere vista con preoccupazione per la paventata riduzione dei servizi in Valle, anzi, dobbiamo comprendere che va esattamente nella direzione contraria e su questo dobbiamo lavorare tutti uniti. Nostro compito è batterci proprio per far sì che nell’Ospedale della Valle ci siano servizi di qualità tali da esercitare attrazione anche per i cittadini della Piana». Il rischio, secondo Pellegrinotti, è di perdere un’occasione e soprattutto penalizzare i cittadini per effetto di ulteriori tagli: «Se non andiamo in questa direzione la dittatura dei numeri e delle sempre minori risorse in campo sanitario cancelleranno di fatto i servizi nella nostra Valle».
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