Sicurezza
Muore in moto poliziotto della stradale
Fatale lo scontro con un Suv per Alessandro De Bellis, 45 anni, padre di due figlie, che stava andando a lavoro in centrale
LUCCA. La bella giornata di sole lo induce a uscire di casa per andare a lavoro in sella alla sua fedele Bmw Gs 1200 lasciando l’auto alla moglie che di lì a poco deve raggiungere i suoceri in via Luporini a S. Anna. Di solito Alessandro De Bellis, 45 anni, sovrintendente della polizia stradale e responsabile dell’ufficio tecnico logistico, arriva in auto alla caserma sulla via Pisana per sedersi alla scrivania dell’ufficio che condivide con l’assistente capo Flavio Puntoni. Ieri mattina fa una scelta diversa e il destino lo strappa alla sua bella famiglia e a quella professione al servizio della gente scelta nel lontano 1987. Uno schianto tremendo contro un suv che sta immettendosi sulla via Sarzanese a pochi metri dalla chiesa di Maggiano gli provoca la rottura dell’osso del collo. La morte è istantanea e i soccorsi inutili.
Poliziotto esemplare. Alessandro De Bellis parte dalla casa sul Quiesa dove viveva con la moglie Maruska Bonanni e le figlie Valentina, 14 anni e Chiara di 8. Percorre il monte e arriva di fronte alla pensilina del bus accanto alla chiesa di Maggiano sulla Sarzanese. In quel preciso istante cerca d’immettersi in strada una Hyundai Tucson bianca condotta da un automobilista di Chiatri. È un attimo. Alessandro cerca di frenare, ma perde il controllo della moto e viene proiettato contro la parte anteriore sinistra del suv nella zona del montante della ruota. La botta è così forte che l’asse si piega e il casco protettivo che il poliziotto indossa non può nulla. I soccorsi sono immediati. Arriva un’ambulanza del 118, una pattuglia della polizia municipale e, appresa la notizia, si precipitano i colleghi che per anni hanno vissuto con Alessandro: dall’assistente Puntoni all’ispettore capo Chiocca. Tutti sotto choc, increduli, impietriti dal dolore per l’amico scomparso. La moglie Maruska Bonanni viene informata quando con l’auto arriva al condominio di viale Luporini a S. Anna dove vivono i suoceri. Lì c’è una pattuglia dei colleghi del marito. Le lacrime degli agenti sono più efficaci di qualunque parola.
L’inchiesta. Il corpo senza vita del sovrintendente conosciutissimo a Lucca dove è nato e dove lavorano i fratelli (Riccardo è contitolare di una concessionaria Peugeot, Claudio è in servizio nella polizia provinciale) viene trasferito all’obitorio a disposizione del sostituto procuratore Sara Polino che nomina il medico legale Stefano Pierotti per eseguire l’autopsia che si terrà domani pomeriggio. Suv e moto vengono sequestrate dai vigili urbani. Molto probabilmente le esequie del poliziotto si terranno alle 14,30 nella chiesa di S. Anna. Alessandro De Bellis era iscritto all’Aido, ma per le modalità del decesso forse non sarà possibile effettuare espianti di organi come lui avrebbe voluto.
Le passioni di una vita. Alessandro De Bellis era un pilota provetto. Aveva partecipato ad alcune edizione del rally Città di Lucca. Era stato per diversi anni istruttore di kick boxing in una palestra in città e amava il paracadutismo. Motociclista provetto era un punto di riferimento per i colleghi e dal 2001era in servizio alla polstrada dove aver lavorato anche alla questura di Modena e sulle volanti a Lucca.
Colleghi distrutti. «Alessandro era un puro. Un ragazzo genuino e appassionato del suo lavoro - commenta commosso Gianluca Pantaleoni - L’ultima volta l’ho visto martedì alle 13 entrando in servizio. Mi ha detto di prendere il nastrino di lungo impiego e metterlo sulla giacca perchè di lì a poco ci avrebbero consegnato una medaglia di riconoscimento per l’ordine pubblico. Quel nastrino sarà il mio ricordo». «Quando uscivamo in pattuglia - ricorda Claudio Michelini - mi sentivo sicuro. Sapeva lavorare e infondeva fiducia a tutti noi. Una persona corretta e rispettosa con tutti. Impossibile rimpiazzare uno così».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
