Il Tirreno

Lucca

Il Pd prova a ricostruire il centrosinistra

Il confronto inizia con Sel e SpC. Baronti critica Ercolini: «Poteva anche manifestare vicinanza a Ciacci»

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CAPANNORI. «Le dimissioni degli assessori Leana Quilici e Alessio Ciacci sono un passaggio cruciale, che costringono tutto il centrosinistra a confrontarsi sulla coalizione di governo a Capannori. Il Partito democratico ha ribadito la volontà di aprire un percorso di confronto con lo scopo di ricostruire la coalizione».

Parola di Angelo Fruzzetti, segretario comunale del Pd, che tira le somme dopo l’ultima riunione dell’assemblea del partito e organizza incontri con Sel e Sinistra per Capannori.

«Nel corso del dibattito è stata evidenziata la rilevanza dell'apporto della sinistra nelle scelte amministrative di questi anni. Il Pd, da parte sua, ha affrontato in molte occasioni il problema della partecipazione dei cittadini e del coinvolgimento dei partiti della maggioranza nella gestione della cosa pubblica. Non intendiamo sottrarci a una discussione politica sui problemi evidenziati che hanno portato alle dimissioni dei due assessori, ma vogliamo farlo in un'ottica positiva, come contributo alla costruzione di un centrosinistra rinnovato e coeso. Ci facciamo dunque promotori di una serie di incontri con le forze politiche di maggioranza e con gli organi istituzionali. Già per questa settimana sono state avanzate le richieste per un primo passaggio di confronto con Sinistra per Capannori e Sel, poi con le altre forze politiche, il sindaco, la giunta e i gruppi consiliari».

Torna sulle dimissioni di Ciacci e Quilici anche Eugenio Baronti, di Sel, in un commento che segue la sua partecipazione al convegno con il presidente della Regione Enrico Rossi sulla gestione dei rifiuti.

«La maggioranza che lanciò nel 2004 la rivoluzione del sistema di gestione dei rifiuti e che ha promosso pratiche ambientali che hanno fatto di Capannori un punto di riferimento non esiste più, non c’è più traccia della sinistra nella giunta targata Pd, che tace come se niente fosse successo. La sinistra, madre di queste politiche, è stata costretta alla porta. Mi sarei aspettato, non dal sindaco Del Ghingaro, ma almeno da Rossano Ercolini, un po’ di solidarietà e vicinanza ad Alessio Ciacci e a quella sinistra che aprì la strada alla strategia Rifiuti Zero, con l’adesione di Capannori, primo comune in Italia, nel febbraio 2007».

Baronti, inoltre, invita il presidente Rossi a riscrivere i tre Piani di Ambito, nati vecchi e che procedono ancora in direzione contraria alle direttive europee e addirittura alle leggi italiane.

«Sbagliata e inaccettabile la proposta di Rossi di spostare in modo del tutto arbitrario e illegittimo l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata al 2020 prevista dalla legge italiana al 31 dicembre 2012. I tantissimi comuni che sono passati dal conferimento stradale alla raccolta differenziata domiciliare “porta a porta” hanno raggiunto percentuali superiori al 65% in pochi mesi. Per dimostrare che la Regione vuole cambiare direzione di marcia, c’è bisogno di un Piano regionale innovativo, si devono abbandonare discariche e inceneritori e adottare le buone pratiche». (a.b.)

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