Il Tirreno

Lucca

Sventrano due forzieri e rubano gioielli

di Luca Tronchetti
Sventrano due forzieri e rubano gioielli

Gang in azione nella Piana fanno razzia armate di mazze e mole. Un testimone nota due giovani robusti fuggire a piedi

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CAPANNORI. La gang della cassaforte torna in azione domenica pomeriggio e dalle 15 alle 21 mette a segno due colpi approfittando dell’assenza dei padroni di casa. Complessivamente il bottino supera i 12mila euro. Anche questa volta spariscono dai forzieri - sventrati a colpi di mazza o tagliati con la mola - anelli, catenine, orecchini, bracciali, ciondoli e portachiavi d’oro oltre a denaro contante. E anche stavolta vittime dei pendolari del crimine sono pensionati che, approfittando della bella giornata di sole, si erano assentati dalla loro abitazione per far visita a parenti o pranzare al ristorante. Due i colpi più importanti messi a segno: a Pieve S. Paolo e San Ginese.

Due ladri acrobati. Vittima dei ladri Giuseppina Gabellini che abita in via della Repubblica a Pieve S. Paolo. È rientrata poco prima delle 20 e ha trovato i carabinieri del radiomobile. Li aveva avvertiti un vicino che ha visto due giovani di corporatura robusta - uno di carnagione più scura rispetto all’altro - allontanarsi a piedi lungo la strada provenienti dall’abitazione della donna. «Si sono arrampicati come delle scimmie dalla canala di scolo e hanno raggiunto il terrazzo. - racconta la vedova in pensione che abita a Pieve S. Paolo - Lì hanno forzato una porta-finestra, aperto la persiana interna e sono entrati indisturbati». Nello studio si trova un piccolo forziere a muro. «Hanno usato la mola per tagliare in due la cassaforte tanto che quando sono entrata in casa c’era un forte odore di bruciato. - prosegue Giuseppina Gabellini - All’interno c’erano i ricordi di una vita: anelli, bracciali, catenine. Monili regalatemi dal mio povero marito e dai miei genitori. Ho trovato tutto a soqquadro. Cassetti aperti e svuotati del loro contenuto sul pavimento. Sul comodino avevo una scatolina con all’interno degli orecchini a me cari. Spariti pure quelli come del resto la pensione che avevo riscosso assieme ad alcuni risparmi. Denaro che mi sarebbe dovuto servire per fare dei lavori di ristrutturazione alla casa. Così adesso dovrò tornare in banca e togliere dei risparmi. C’era anche una collezione di orologi, ma quelli non li hanno lasciati al loro posto. Tra il lavoro del falegname, i preziosi e i soldi spariti il danno oscilla tra gli 8 e 10mila euro».

In casa gli arnesi da scasso. Cassaforte sfondata anche in via di Tiglio a San Ginese nella villetta isolata di Giuseppe Modena. Lui e la moglie sono rientrati poco prima delle 21 ed erano usciti verso le 17,30. Purtroppo si erano dimenticati di inserire il sistema d’allarme: «Hanno forzato una porta laterale - racconta la moglie del padrone di casa - e una volta dentro al primo piano hanno trovato la cassaforte a muro. Per aprirla hanno usato una mazza, cacciavite e scalpelli trovati nella nostra cantina. All’interno c’erano degli anelli, un portachiavi, catenine e una medaglia d’oro regalata dai donatori di sangue per un valore di 3-4mila euro. Probabilmente i ladri sono fuggiti poco prima del nostro arrivo. Abbiamo trovato i cassetti delle camere semi aperti. Quando siamo arrivati, poco prima delle 21, abbiamo trovato le luci interne accese e una finestra aperta. Hanno lasciato gli arnesi da scasso che sono stati sequestrati dai carabinieri».

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