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L’editrice Fazzi ricorda Carlo Monni «Un uomo speciale»

L’editrice Fazzi ricorda Carlo Monni «Un uomo speciale»

LUCCA. Dolore anche a Lucca per la morte dell’attore Carlo Monni, spesso protagonista in città di spettacoli. Gli ultimi, in ordine di tempo, rano stati il suo omaggio al Giglio a De Andrè e le...

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LUCCA. Dolore anche a Lucca per la morte dell’attore Carlo Monni, spesso protagonista in città di spettacoli. Gli ultimi, in ordine di tempo, rano stati il suo omaggio al Giglio a De Andrè e le letture dantesche durante la Notte Bianca. A ricordare il popolare attore è l’editrice Francesca Fazzi.

«Accolgo con grande tristezza l'annuncio della scomparsa di una persona speciale con la quale attendevamo con entusiasmo e trepidazione questa imminente uscita che ora di certo si colora di una tristezza incolmabile. Si colora di tristezza l'inizio della serie di eventi promozionali in programma che sarebbe stato certamente colorato dalla fantasia del grande attore e che purtroppo oggi prende un sapore amaro».

Per i tipi della Maria Pacini Fazzi Editore sta per far uscire l'ultimo libro di Carlo Monni scritto da Sandro Bartolini, dal titolo "Baciami francese. Le avventure del giovane Carlo Monni".

Un libro sfizioso e originale in cui l'artista aveva voluto raccontare nel suo solito modo scanzonato e irriverente come, in gioventù, avesse deciso di "principiare a fare il raccontatore solista sui palcoscenici", un autoritratto originale e ironico che oggi, a poche ore dalla sua scomparsa, si colora di una nota in più di malinconia.

"Prima di partire per Roma con la combriccola che voi sapete, Roberto Benigni, Donato Sannini e Aldo Buti, avanti il disperato ritorno, solo soletto solitario, il qui presente spensierato signore, ebbe una lunga esperienza di lavoro internazionale ? dice Monninell'incipit del libro ? E udite! Udite! Prima di conoscere il mondo, mi formai tra i fossi e i campi, pieni di pruni, erbacce, ortica, bietola, cardellini e beccafichi, scriccioli e pettirossi, mota e bottino, seguendo i consigli del mio babbino".

Dal primo lavoro nel padule di Campi Bisenzio, dove si recava ogni giorno con la sua "mitica Dyane Citroën, al villaggio di vacanza di Cecina, dove diventò "il più grande pizzaiolo della costa tirrenica", fino all'avventura parigina, a seguito della quale ebbe l'illuminazione sul proprio futuro: "Io, Carlo Monni, nato a Champs sur le Bisance, un passo alla volta, senza rendermene conto, diventai attore, un capo-comico, un istrione, un animale, una bestia da palcoscenico. Oggi, nel nuovo secolo, passeggio per i teatri con Boccaccio e Dante, declamo di Farinata degli Uberti e del tenero ed incommensurabil amore di Paolo e Francesca. Mi vesto nei camerini, ansimo sui palchi per Pinocchio, con Ceccherini e Paci. Recito le Compilation 1-2-3, Falstaff e gli allegri compari dell'osteria del cinghiale, Dino Campana, il Lamento di Cecco da Varlungo e Benvenuti in casa Gori.

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