Sicurezza
Gli studenti: «Solidarietà agli indagati per il corteo di novembre»
Affollata assemblea al Foro Boario. E il primo giugno ci sarà una manifestazione in centro
Solidarietà ai 14 studenti denunciati con l’accusa di “resistenza a pubblico ufficiale” per i fatti del 17 novembre scorso, durante il corteo degli studenti. È il risultato dell’assemblea di molte sigle - studentesche e politiche - al Foro Boario.
«L'assemblea - si legge nel comunicato - ha voluto dibattere sul messaggio che questi atti giuridici hanno sulla città e ha visto la partecipazione di studenti, genitori, insegnanti, sigle sindacali e associazioni territoriali. L'appoggio datoci dimostra come l'aspetto politico di queste denunce sia riconosciuto da una parte rilevante della composizione politica e sociale cittadina. Il monito che queste vogliono dare alla città è chiaro: chi fa politica dal basso, in maniera critica e alternativa è un problema da contrastare e non una risorsa; e così pongono un problema sociale come un problema di ordine pubblico. Gli obbiettivi che sperano di ottenere attraverso questo attacco repressivo sono duplici: spaventare chi si avvicina a determinate posizioni politiche e criminalizzare il dissenso e la mobilitazione agli occhi dell'opinione pubblica. In tal modo anche se questi procedimenti giuridici risulteranno infondati, avranno represso dei singoli studenti estraendoli dal contesto collettivo, nell' intenzione di allontanarli dalla partecipazione politica».
Il documento dell’assemblea ribadisce che «in quel corteo siamo stati tutti a deviare il percorso e tutti insieme ci difenderemo. In una situazione di crisi generalizzata, con un istruzione pubblica al collasso, trasporti pubblici inadeguati, politiche di welfare praticamente assenti e politiche di austerità all'ordine del giorno una sempre più vasta composizione sociale chiede di essere ascoltata. Rilanciamo il 1 giugno come giornata di mobilitazione generale. con una manifestazione cittadina di studenti, insegnanti, cittadini e associazioni che hanno cuore la libera manifestazione del pensiero».
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