Il Tirreno

Lucca

Bilancio sano e senza rinunce per i cittadini

di Duccio Casini
Bilancio sano e senza rinunce per i cittadini

Abbassata l’Imu, aiuti a sociale e cultura A breve l’inaugurazione di nuove scuole

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CAPANNORI. Un bilancio sano che permette di fare investimenti e evita di operare tagli alle spese per i settori più importanti, come sociale e istruzione. A un anno dalla fine del mandato (e, afferma, dalla conclusione della sua esperienza in politica) il sindaco Giorgio Del Ghingaro parla di conti in regola e di un’eredità virtuosa da lasciare al suo successore.

Nel 2004, quando era stato eletto per la prima volta, aveva trovato le casse comunali in sofferenza. C’era il rischio del dissesto. Poi cosa è accaduto?

«In un anno e mezzo abbiamo messo tutto a posto, nonostante il bilancio fosse anche gravato dai debiti. Il miglioramento è stato continuo e certificato dall’agenzia di rating Fich, la stessa che ha declassato l’Italia, che ci ha attribuito una classificazione A+».

Quali sono le priorità del municipio di piazza Moro?

«Sociale, ambiente, scuola e istruzione, investimenti sul territorio. Che il nostro bilancio sia solido lo dimostra il fatto che nel 2008 incassavamo 8 milioni di oneri di urbanizzazione, cifra ora ridotta a circa 3 milioni. Cinque anni fa utilizzavano il 75% di quella somma per le spese correnti: oggi quei 3 milioni vanno tutti in investimenti. È il risultato di una gestione oculata».

E le rinunce?

Abbiamo accorpato gli eventi in tre contenitori: Camelie, Festival delle Ville e Primo Maggio. Gli appuntamenti collaterali hanno subito una riduzione, ma restano pur sempre valorizzati».

Quali i risparmi, anche alla luce della revisione della spesa pubblica?

«Abbiamo tagliato le spese non indispensabili. Il parco-mezzi del Comune è stato ridotto della metà. Abbiamo una sola auto di rappresentanza, un’Alfa Romeo di 13 anni. Stiamo attenti a non sprecare denaro per spese di rappresentanza, rimborsi, incarichi esterni».

Però c’è chi vi accusa di aver speso 58mila euro per il concerto del Primo Maggio con Francesco De Gregori.

«Il costo della festa è stato in totale di 108mila euro, ma abbiamo avuto contributi da Regione e Fondazione Crl per 50mila euro proprio per il valore culturale, politico e sociale di quell’appuntamento. Uno dei pochi dove si parla davvero di occupazione. Un evento che dà spazio alla creatività dei giovani musicisti, che per 4 giorni hanno potuto esibirsi sul palco di De Gregori. Un’opportunità preziosa per farsi conoscere. I soldi per la cultura sono spesi bene. A Capannori il concerto del Primo Maggio è gratuito e aiuta l’indotto. Dai bar ai ristoranti ai negozi».

Avete aumentato i tributi?

«Assolutamente no. Abbiamo diminuito l’Imu sulla prima casa portandola al 3,8 per mille quella su immobili artigianali e industriali che è allo 0,96 per mille. L’Imu sulle seconde case date ai parenti stretti è allo 0,76. Inoltre abbiamo istituito un fondo per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare l’Imu. Il nostro sostegno alle fasce deboli della popolazione è reale».

I vostri conti, dice lei, sono in regola. Però la crisi c’è: ne ha fatto le spese la scuola?

«Anche in questo caso la risposta è assolutamente no. Abbiamo 32 plessi e li seguiamo tutti con attenzione e impegno. Intorno a settembre inaugureremo la materna di Lammari, che è stata raddoppiata. A fine anno taglio del nastro per l’asilo nido di Lammari. Nella primavera del 2014 toccherà invece alla materna di Lunata».

Quaranta frazioni e un territorio molto grande, che necessita di manutenzione e interventi. Siete pronti con il rifacimento di via della Madonnina a Lunata?

«A giorni faremo l’inaugurazione, con una gara ciclistica. E tra pochi mesi avvieremo il restyling di via del Casalino seguendo lo stesso modello: nuove luci, spazi verdi e parcheggi, carreggiata ridotta per limitare la velocità dei veicoli. Un intervento importante lungo una strada spesso teatro di gravi incidenti stradali».

Poi c’è il bilancio partecipativo. I cittadini suggeriscono progetti da attuare che vengono poi votati dai capannoresi. Anche in questo caso c’è chi vi accusa di favorire parenti di amministratori e sostiene che spendete troppo.

«Barzellette. I volontari, perché tali sono, vengono scelti con il sorteggio. Gente che si sacrifica per la collettività, che spende gratis il proprio tempo libero. Che non decide, sia chiaro: semmai propone in vista del voto popolare. Un percorso di partecipazione e democrazia da seguire. Le spese? Bassissime: meno di 6mila euro. Il costo di 4 cene a 18,50 euro a testa per 80 persone. Spese di pulizia e affitto comprese».

Restiamo ai mal di pancia. Gli addii di Quilici e Ciacci dalla giunta sono il segnale di un centrosinistra in crisi?

«Perché mai? Non ci sono problemi in maggioranza. Oltretutto Fabio Biagini, unico consigliere di Sinistra per Capannori che è il movimento dei due ex assessori, ci sostiene».

Tra un anno smetterà di fare il sindaco. La legge non consente il terzo mandato. Lascerà la politica?

«Fino all’ultimo secondo farò con dedizione totale il primo cittadino di Capannori, che è la mia terra e che io amo profondamente. Poi mi riapproprierò della mia vita. Dieci anni a fare il sindaco con livelli di impegno altissimi (e con un infarto nel mezzo) sono un passaggio meraviglioso: ma a tutto c’è una fine. Restituirò me stesso ai miei affetti e alla mia professione di tributarista».

Se le chiedessero di candidarsi a sindaco di Lucca?

«Risponderei no grazie».

Sicuro che non seguirà il cosiddetto metodo-Marchetti?Vale a dire, assessore e sindaco-ombra?

«Quando toccherà a me andar via, consegnerò le chiavi alla segreteria e tornerò alla vita di prima».

Però c’è la sua associazione “I Viaggiatori”: che scopo ha?

«È un progetto culturale che porto avanti da mesi. Non appena ci saranno le condizioni lo presenterò pubblicamente. Si tratta di un disegno a favore dei arte e cultura, due aspetti della vita di cui una comunità non deve privarsi».

Torniamo al conto alla rovescia: quali sono i progetti da centrare per la sua amministrazione prima della primavera 2014?

«Ultimare palazzo Boccella a San Gennaro che ospiterà una scuola di alta cucina. Sarà un altro fiore all’occhiello. Poi spero di inaugurare il Polo Tecnologico entro dicembre».

Nove anni al governo del comune, tra polemiche, scontri anche con parte del centrosinistra. E un carattere non facile, per niente accomodante. Assolutamente non democristiano. Qual è la sua eredità morale, politica, amministrativa?

«Con il fondamentale contributo dei cittadini credo di aver contribuito a dare una mentalità diversa, più aperta, più moderna, più innovativa a Capannori. Che è un territorio splendido e ricco di fermento culturale, popolato da persone perbene. Sono orgoglioso della mia terra e dei miei concittadini, gente operosa, che lavora, che ha valori sani. Sa qual è stata una grande soddisfazione personale? Il giorno che mi hanno invitato al parlamento europeo per raccontare l'esperienza del Comune in quanto capofila di "Rifiuti Zero" in Italia».

A lei viaggiare piace molto.

«Ritengo che chi amministra un Comune debba, compatibilmente con le sue esigenze e possibilità, confrontarsi il più possibile con il mondo. Il progetto di Artemisia mi è venuto passeggiando per Barcellona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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