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Voltura, tannino, tempi Tutti i dubbi sull’Alce

Voltura, tannino, tempi Tutti i dubbi sull’Alce

Le questioni che Provincia e Comune presenteranno in conferenza dei servizi Palazzo Ducale chiede quale produzione possa fare “Biomasse del Serchio”

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FORNOLI. Il 21 maggio si avvicina e così la Conferenza dei Servizi, fissata per quel giorno dopo un primo slittamento di data avvenuto ad inizio mese. Quattro saranno le questioni che gli enti presenti si troveranno ad affrontare in merito alla vicenda Alce: la richiesta di voltura dell’autorizzazione attualmente in possesso della ditta, la comunicazione dell’Ingegner Roberto Pagni riguardo il termine temporale dell’autorizzazione stessa, le osservazioni presentate dal Comune di Bagni di Lucca sul piano di caratterizzazione effettuato in passato dall’azienda e i chiarimenti sulla legittimità della società Biomasse del Serchio nella produzione di tannino.

La richiesta di voltura andrà di fatto a sostituire l’istanza presentata il 12 aprile da Alce Spa, quella in cui l’azienda chiedeva la scissione dell’autorizzazione unica e la cessione della medesima alla ditta Biomasse del Serchio per ciò che concerneva la centrale a legna e a Ledoga srl per quanto riguardava il comparto tannino. La nuova istanza rettifica la precedente domandando alla provincia la possibilità di trasferire la concessione alla sola Biomasse del Serchio.

Secondo punto, il limite temporale dell’autorizzazione. Con una comunicazione del 4 aprile 2013, Alce informò la provincia che la centrale sarebbe stata costruita “entro trentasei mesi dall’aggiudicazione (eventuale) degli incentivi e quindi, secondo le previsioni della società, entro il 31 agosto 2016”, visto che, sempre a parere della ditta, la graduatoria dell’asta per l’accesso ai certificati uscirà non oltre il 31 agosto 2013. Con una nota, Pagni fa sapere però che la normativa che ad oggi disciplina le autorizzazioni agli impianti a fonti rinnovabili prevede altri termini per l’avvio e la conclusione dei lavori. Non sarebbe la concessione degli incentivi a determinare il conteggio dei tre anni entro cui realizzare l’impianto ma piuttosto la data d’avviamento dell’opera. «Il termine per l’inizio dei lavori – scrive Pagni – non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata, non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Si osserva che la società ha comunicato l’avvio dei lavori per il giorno 19 maggio 2011, conseguentemente il termine per la conclusione non può essere superiore al 19 maggio 2014. Si ricorda comunque – prosegue Pagni – che la normativa fa salva la possibilità di prorogare il termine di conclusione dei lavori purché pervenga idonea richiesta adeguatamente motivata».

Il terzo punto concerne le osservazioni avanzate dal professor Virginio Bettini in merito al piano di caratterizzazione presentato da Alce, piano che Bettini aveva definito “non attendibile nella sua totalità”. L’amministrazione di Bagni di Lucca che ha affermato di condividere l’indagine del professore chiede che Palazzo Ducale si pronunci: «Invitiamo codesto Ente – scrive il sindaco Betti – ad esprimersi direttamente con proprie valutazioni sulla necessità e non solo opportunità di acquisire ulteriori, più approfonditi e non settoriali esami sul possibile e più ipotizzabile inquinamento dell’intera area Alce, prescrivendo più capillari indagini, ovviamente tramite Enti terzi e non condizionati».

Ultima questione sul piatto la richiesta di chiarimenti con cui Pagni domanda all’azienda Biomasse del Serchio di spiegare se possieda i requisiti necessari per l’esercizio dell’attività di produzione del tannino: «Nell’oggetto sociale dell’azienda così come risulta da visura camerale, non compare la produzione di tannino. La determina di cui viene chiesta la voltura comprende anche l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli impianti che producono tannino. Ciò premesso – conclude Pagni – si richiede a Biomasse Energia srl di chiarire se possiede i requisiti necessari per l’esercizio dell’attività in questione».

Chiara Lammari

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