Il dolore
Via Salicchi e Morianese c’è anche chi dice “sì”
Ecco quali sono i comitati che vogliono gli assi e l’attraversamento sul fiume
LUCCA. Da una parte traffico incessante, rumore, inquinamento e pericoli continui. Dall'altra, cittadini arrabbiati, che denunciano una situazione di invivibilità da lunghi anni ormai. E nel mezzo le grandi opere lucchesi, in ballo da decenni, e la possibilità di ripensare alla viabilità e alla mobilità del territorio attraverso nuove forme.
“Vivere Lucca e morire in via Salicchi”. Non si sono arresi gli abitanti di via Salicchi e affinché fosse chiaro a tutti, lo hanno scritto a caratteri cubitali su diversi striscioni appesi alle finestre dei palazzi nati lungo la martoriata strada. Via Salicchi, che dal Brennero porta a Monte San Quirico, quindi a Borgo Giannotti e infine nel centro storico. La protesta dei residenti qui ha radici lontane e bisogna seguire un percorso a ritroso che porta ai primi anni Novanta per scoprirne le ragioni, quando la via fu oggetto di transito da parte dei mezzi pesanti. «Da quel momento viviamo come terremotati – raccontano i cittadini – tremano i muri, i vetri, le porte. E dalla mattina molto presto fino alla sera molto tardi non c'è un attimo di tregua». Vite di tutti i giorni, problemi trascinati da anni che si rincorrono e che trovano conferma anche fra gli abitanti di Monte San Quirico, Sant'Alessio, Tre Cancelli, Arsina, via del Morianese.
È qui che nasce il coordinamento dei comitati di tutta la zona (quattro in tutto: Via Salicchi &..., Sant'Alessio, Monte San Quirico e Comitato per il Morianese), impegnato sul fronte del traffico, soprattutto per quanto riguarda i tir, e della pericolosità delle strade. Ed è qui che gli assi viari e il nuovo ponte sul Serchio trovano pieno appoggio. «Per noi – spiega Maria Rosa Ricci, abitante di Sant'Alessio – queste opere rappresentano la possibilità di alleggerire le nostre zone dal traffico incessante. Il nuovo ponte sul Serchio, ad esempio, non migliora la nostra particolare situazione, ma rappresenta la possibilità di chiedere interventi generali che rendano qualitativamente più alta la vita di tutti. Un modo per alleggerire il ponte di Monte San Quirico e le strade limitrofe, per poi permettere alle singole zone di affrontare i rispettivi problemi di traffico. Qui non si vive: non possiamo neanche uscire di casa, non abbiamo i marciapiedi, la fermata dell'autobus si trova dentro la fossa e le strisce pedonali sono inesistenti. Però viviamo un via vai continuo di mezzi pesanti che da Viareggio per andare verso la Mediavalle tagliano dalla via per Sant'Alessio, saltando così la via Sarzanese».
La rabbia sale. I cittadini dell'intera zona sentono addosso l'abbandono delle istituzioni locali che hanno promesso e non mantenuto e vedono nelle grandi opere uno spiraglio per rendere più vivibile il posto in cui abitano. Così, uniti da un unico obiettivo, hanno deciso di raccogliersi in comitati. Quello di Sant'Alessio nasce come comitato elettorale per il sindaco Alessandro Tambellini e è rimasto anche dopo le elezioni per raccogliere le problematiche del territorio. «Facciamo da filtro con l'amministrazione – spiega Luciano Conti, ex consigliere di circoscrizione –. La borgata del Ponte è invivibile: le persone non possono uscire di casa perché rischiano di essere investite. Ora si presenta la possibilità di deviare il traffico da Monsagrati direttamente sul Brennero, grazie al nuovo ponte: non possiamo lasciarcela scappare».
E cosa dire della proposta di costruire il nuovo ponte, ma più a nord rispetto al progetto attuale? A rispondere è Silvano Papini, del comitato di Via Salicchi &..., che, senza risparmiare qualche frecciatina per i colleghi del comitato “Pro ponte in giusto loco”, prende la parola per tutti. «È dal 2004 – spiega – che il nuovo ponte è collocato in quella zona. Se viene spostato bisogna rifare tutto il progetto e questo significherebbe perdere i finanziamenti. Il punto è chiaro: o il ponte si fa lì oppure non si fa e non è il caso di perdere un'altra occasione per quanto riguarda la viabilità della città». In via Salicchi l'esasperazione è arrivata alle stelle. «I tir – sbottano i residenti – si sentono dalle 4,15 la mattina; passano a tutta velocità e come succede un incidente tutta la zona resta bloccata per ore. In via Salicchi si muore. Vogliamo pensare al futuro della città e il futuro della città passa anche da questi investimenti». Non se la passano meglio gli abitanti del Morianese, anche loro riuniti in comitato per denunciare la vera emergenza della zona, la viabilità. «I mezzi pesanti – racconta Marinella Poli Massagli – entrano in casa. Quando passano due tir lungo la stessa strada, uno dei due va a finire nella fossa perché non c'è spazio». Così come è insopportabile vedere una realtà di paese smembrata dalle macchine che corrono a tutte le ore, rincorse dai tir. «Monte San Quirico, Sant'Alessio, il Montescendi – conclude Emilio Cerri del comitato di Monte San Quirico – erano punti di incontro per tutta l'area. Vorremmo recuperare i rapporti tra i cittadini, il nuovo ponte permetterebbe di rimettere in contatto l'intera zona».
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