Il dolore
Rischi idrogeologici una cabina di regia
CAPANNORI. Una cabina di regia in grado di dialogare, studiare i rischi e gli interventi per fronteggiare le emergenze legate al rischio idrogeologico del territorio. A chiederla a grande voce è...
CAPANNORI. Una cabina di regia in grado di dialogare, studiare i rischi e gli interventi per fronteggiare le emergenze legate al rischio idrogeologico del territorio.
A chiederla a grande voce è Maria Pia Bertolucci, governatrice della Misericordia di Capannori. Da una parte il riconoscimento del ruolo e dell'impegno sociale svolta dalla Misericordia e dai suoi volontari maturato sul campo nel corso degli anni con numerosi interventi, dall'altra la necessità di programmare le azioni da attivare nelle emergenze e criticità ambientali insieme alle istituzioni e all'amministrazione comunale in un percorso di concertazione sulla sicurezza territoriale alla luce di una Piana sempre più fragile che è stata messa in ginocchio tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 da alluvioni, bombe d'acqua, frane e dal terremoto dello scorso 25 gennaio che ha lasciato danni e preoccupazione tra la popolazione.
«Da novembre ad oggi siamo stati allertati nove volte - dice - per emergenze causate da forti pioggie, alluvioni e nevicate, oltre al terremoto in Garfagnana. L'ultima in ordine cronologico per la frana che ha isolato Castelvecchio di Compito con i 213 volontari delle Misericordie di Piana, Mediavalle e Garfagnana che sono stati impegnati in questa emergenza per 31 giorni, 24 ore al giorno, e ben 37 erano volontari della nostra Fraternita.
«Essere chiamati alle 5 di mattina perché le case sono sott'acqua è manovalenza e non più volontariato. Ormai chiamano la protezione civile anche per avere riposte sull'evoluzione di una frana o sulle previsioni meteo. Ci fa piacere questo riconoscimento e la relazione che si instaura con la gente. La popolazione ci accoglie bene, si sente protetta e tranquillizzata. Ma un'emergenza dura 48 ore, al massimo qualche giorno. Non possiamo continuare così: è necessario rivedere e ripensare il concetto di protezione civile».
La governatrice Bertolucci, a capo della Misericordia di Capannori dal 2000, lamenta l'assenza di programmazione. «E' necessario un piano che guardi lontano per prevenire - commenta la Bertolucci - non si può sempre intervenire nella fase critica per affrontare l'emergenza quando i rischi possono essere previsti o mitigati e soprattutto serve un coordinamento dove istituzioni politiche e volontari della protezione civile fanno la loro parte, alla pari. Non mi sembra di avere riscontrato questa sintonia da parte dell'amministrazione comunale.
«La protezione civile è una rete fatta di diversi soggetti che devono dialogare e confrontarsi. I volontari della nostra Misericordia e anche gli altri, che ringrazio sentitamente tutti, sono disponibili e sempre pronti all'azione: ma non si può caricare troppo sulle loro spalle, oltretutto senza neppure un adeguato sostegno economico. I volontari sono gratuiti ma i mezzi, la benzina, il materiale di consumo costano. Mi auguro ci sia stato un prima e ora si possa progettare un dopo, con fiducia, stima e leale divisione di compiti. Tanto c'è lavoro per tutti, purtroppo».
Nicola Nucci
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