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Lucca

«Ponte, unica ipotesi logica quella a sud»

«Ponte, unica ipotesi logica quella a sud»

Con l’innesto sulla via Morianese (come vuole il comitato) questa strada sarebbe ingolfata dalle auto

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LUCCA. Nella tabella dei flussi di traffico senza e con le nuove strade elaborata dalla Provincia, c’è un dato che stona: un +52%, cioè un aumento considerevole del traffico. Ma, in realtà, è una sorta di “simulazione nella simulazione”: i tecnici di palazzo Ducale, infatti, hanno immaginato uno scenario nel quale il nuovo ponte sul Serchio, anziché dove previsto dal regolamente urbanistico di Lucca, è costruito dove vorrebbe il comitato “Pro ponte, ma in giusto loco”, vale a dire più a nord con arrivo sulla via Morianese.

Ebbene, con questa ipotesi le auto su questa strada subirebbero una vera e propria impennata: quel 52%, appunto, ricordato sopra. Con il ponte costruito là dove prevede il progetto (cioè con arrivo sulla provinciale per Camaiore), il calo di traffico sulla Morianese sarebbe del 60%, a fronte di un risicato 2% di aumento sulla via lungo la Freddana. Per di più, il carico di auto sopra il ponte di Monte San Quirico sarebbe ridotto del 44%. Insomma, i numeri della simulazione dimostrano - secondo la Provincia - che l’unica soluzione con una logica è quella del ponte a sud.

Il presidente Stefano Baccelli definisce «strumentali» le polemiche sull’assetto idrogeologico della nuova opera, ricordando che sarà costruito adeguato alla portata duecentennale (cioè in grado di resistere a piene che, statisticamente, si presentano una volta ogni due secoli): «È esattamente il contrario di quello che viene detto dal comitato. Con quest’opera si migliora la sicurezza del territorio. Anche perché c’è da considerare cosa potrebbe succedere se accadesse qualcosa che ci costingesse a chiudere il ponte di Monte San Quirico: passerebbero tutti dal ponte Dalla Chiesa o da ponte San Pietro? Mi impegnerò con tutte le mie forze perché il nuovo ponte sia realizzato, anche perché potrù consentire, quando ci saranno i soldi, di procedere all’adeguamento alla portata duecentennale di Monte San Quirico e ponte San Pietro, irrealizzabile potendo contare su solo due attraversamenti del Serchio». Anche l’assessore Luigi Rovai spiega che non si può sempre ricominciare da zero: «Il problema esiste e tutti i sindaci hanno nel programma elettorale le nuove strade. È inspiegabile che ogni volta si proponga un progetto, come nel gioco dell’oca si torni alla casella iniziale». (l.c.)

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