Il Tirreno

Lucca

Visite guidate per i cittadini al San Luca

di Luca Cinotti
Visite guidate per i cittadini al San Luca

La campagna di informazione partirà dopo l’estate. Nella struttura andranno anche centro trasfusionale e dialisi

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LUCCA. Il nuovo ospedale San Luca aprirà le sue porte alla popolazione ben prima dell’entrata in funzione, confermata per il primo febbraio del prossimo anno. Da dopo l’estate, spiega il direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso, saranno organizzate visite guidate alla struttura di San Filippo: «Fino a tutta l’estate riserveremo il San Luca alla formazione del nostro personale. Poi lo faremo conoscere alla città». C’è una vera e propria strategia di comunicazione, pensata non solo per far conoscere il nuovo ospedale ai lucchesi, ma anche per far capire ai cittadini quali servizi vi troveranno e quali, invece, saranno ospitati al Campo di Marte o sul territorio.

Nell’ultimo periodo si è intensificato il “pellegrinaggio” di medici, infermieri e operatori sanitari all’interno del San Luca: «Insieme ai dirigenti medici e ai capisala - spiega Lisandro Fava, a capo della task force dell’Asl che gestirà l’entrata in funzione dell’ospedale - stanno prendendo conoscenza con le zone dove lavoreranno. E da settembre ottobre organizzeremo anche simulazioni vere e proprie».

E in autunno si intensificherà il “battage” verso la cittadinanza: si partirà con le associazioni di volontariato. per proseguire poi con incontri pubblici di informazione e, infine, con le visite guidate.

Nel frattempo andrà avanti l’allestimento degli interni. I primi ad essere piazzati saranno i macchinari nuovi. Poi, dai giorni immediatamente successivi alla Befana, cominceranno le operazioni di trasferimento vero e proprio. Un’operazione complicata, che avrà ripercussioni sulle attività del Campo di Marte. «Dovremo ridurre l’attività programmata - spiega Fava -: nei quindici giorni precedenti all’avvio del San Luca sospenderemo gli interventi chirurgici, garantendo ovviamente quelli di urgenza e quelli oncologici. Ridurremo poi anche l’attività ambulatoriale: questo ci consentirà di trasferire il materiale nel nuovo ospedale».

Ancora niente di definitivo sul punto più delicato, quello del trasferimento dei pazienti. «L’obiettivo - ragiona Fava - è di trasferirne il minor numero possibile, grazie anche agli accorgimenti che ricordavo prima. Dovremo tener conto che siamo a gennaio, peraltro nel periodo del picco influenzale. Io mi preparo come ne dovessimo trasferire 410 (il numero totale dei letti, ndr), ma credo che il numero sarà fra 150 e 200». L’operazione dovrebbe essere completata in tre-quattro giorni ma ancora non è stato deciso se procedere nottetempo: «Ci stiamo pensando, perché a gennaio può essere un problema. Abbiamo avuto però una buona ’esperienza lo scorso 31 gennaio con il trasferimento di 25 persone per l’allarme terremoto».

Intanto viene confermato che il nuovo ospedale ospiterà due servizi molto importanti. Il primo è il centro trasfusionale, almeno per quanto riguarda la raccolta. Per la lavorazione, invece, le sacche di sangue e plasma saranno indirizzate al centro di Pisa. L’altro servizio che troverà spazio, anche in misura considerevole, al San Luca è quello della dialisi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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