Il dolore
«Nella valle serve una nuova struttura»
Il direttore generale: costi alti per adeguare gli ospedali esistenti, soprattutto il San Francesco
LUCCA. «Il nuovo ospedale della Valle è necessario». Non usa giri di parole il direttore generale D’Urso sulla questione che sta infiammando cittadini e amministratori lungo il Serchio. Che spiega di stare aspettando (come tutti) l’arrivo della commissione che la Regione Toscana ha commissionato al Sant’Anna di Pisa su dimensioni e servizi del nuovo ospedale.
«Prima di allora - dice D’Urso - non ci saranno proposte di manovre di riorganizzazione. Vogliamo capire le linee di attività che andranno nel nuovo ospedale per capire se dobbiamo attivarle prima della sua entrata in funzione».
Da parte sua, l’assessore regionale sembra voler prendere tempo sul disegno del nuovo ospedale. Ma comunque all’Asl si sono convinti che la questione in ballo è il “come” (ed eventualmente il dove) e non il “se” realizzarlo. La commissione incaricata di verificare lo stato delle due strutture esistenti a Barga e Castelnuovo Garfagnana ha concluso che adeguare le strutture per uso ospedaliero richiederebbe un notevole impegno finanziario. Impegno che sarebbe maggiore per il San Francesco. «Sono state fatte valutazioni di pregi, difetti e costi dei due ospedali - sintetizza D’Urso -. Il risultato è che nessuno dei due può essere utilizzato: ecco perché serve il nuovo ospedale».
Questione complessa, che sembra essere ben lontana dal finire, anche visti i climi accesi e le contrapposizioni della valle. Un contesto che rende difficile, peraltro, immaginare i sindaci mettersi intorno a un tavolo e decidere di promuovere uno degli attuali presidi a nuovo ospedale unico.
D’Urso ha qualcosa da dire anche sulla questione dei servizi che saranno garantiti nella valle. «Parto dal punto nascita: ribadisco che c’è bisogno di una punto nascita, ma anche che questo deve essere un punto nascita di primo livello». Si tratta, quindi, di un punto nascita che garantirà l’assistenza per gravidanze e neonati “fisiologici”, lasciando a Lucca l’assistenza in caso di seri problemi per madre e bambino. In generale, dice D’Urso, finora non è stata toccata alcuna linea di attività della sanità nella Valle del Serchio, «una zona che comunque non può fare a meno di avere una sua struttura». (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
