Attenzione
Ladri acrobati svaligiano un’abitazione
Salgono al secondo piano, si chiudono dentro e fanno razzia di orologi antichi, anelli, perle e denaro per oltre 15mila euro
LUCCA. Per poter andare a dormire la famiglia deve far intervenire carabinieri e pompieri che alle 23 di mercoledì salgono sul cestello del braccio meccanico della gru che li conduce sino al balcone del secondo piano a 6-7 metri d’altezza. Lì c’è una porta finestra forzata da dove sono passati mezz’ora prima i malviventi che, una volta dentro, hanno pensato bene di agire indisturbati fissando il robusto paletto di ferro a salvaguardia dell’intimità domestica per sigillare la porta interna dell’appartamento in modo da agire indisturbati. Sono «ladri circensi». Autentici acrobati in grado di salire come le scimmie o come i gatti a sette-otto metri d’altezza arrampicandosi sulle canale di scolo e sui terrazzi sino ad arrivare alla meta prescenta ed effettuando il percorso inverso con il rischio di precipitare nel vuoto senza rete. Il colpo lo mettono a segno nella palazzina a tre piani in via Vitricaia a San Concordio di Velio Solfanelli. Ed è un furto che fa piangere. Perché si portano via un pezzo di cuore dei coniugi. In particolare sette orologi - tra cui uno in oro massiccio e uno marca Ferrari - risalenti ai primi del Novecento e appartenuti al padre della signora Consani-Solfanelli. «Li tenevo in un cassetto e ogni tanto li guardavo: un modo per ricordare mio padre».
Razzia di monili. Non solo gli orologi di pregio. Ma anche anelli e bracciali. «E le perle appartenute a mia madre» si affretta ad aggiungere la padrona di casa. «Prima di arrivare alla nostra camera da letto - prosegue la donna - hanno messo a soqquadro quella di mia suocera. Rovesciando i cassetti sul letto e impossessandosi della sua pensione (600 euro), di una catenina d’oro con crocefisso appartenuta a mio suocero e di due anelli di pregio». Monili per un valore complessivo di 12-15mila euro sistemati all’interno di una federa e fatti sparire. Ma soprattutto ricordi di una vita perduti per sempre.
Le impronte digitali. Sulla porta a vetri i ladri hanno lasciato delle impronte digitali che i carabinieri analizzeranno per capire se è possibile arrivare ai responsabili del colpo. Una cosa è certa: quando la padrona di casa con sua suocera è salita sino al terzo piano per raggiungere le camere da letto i malviventi erano ancora dentro. «Abbiamo sentito un trambusto, la porta era chiusa dall’interno e abbiamo realizzato che c’erano i ladri. - prosegue la padrona di casa - A pensarci mi viene la pelle d’oca. Nella palazzina abbiamo un appartamento a piano terra dove si trova la mansarda, al secondo piano abita il dottor Fabrizio Repetti dell’Asl e al terzo c’è lo studio e il reparto notte. Io, mio marito e mia suocera abbiamo cenato e dopo aver visto in tv il commissario Montalbano siamo salite per andare a dormire». Erano le 22.30 e i ladri erano ancora dentro le camere. «Sono corsa giù ad avvertire mio marito. Che è uscito fuori per vedere se c’era qualcuno che scappava. Ma nonostante il lampione che illumina l’intera zona prospicente la sede stradale non ha visto nessuno. A quel punto abbiamo telefonato ai carabinieri».
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