Il Tirreno

Lucca

Cittadella della salute è pronto il progetto

di Fabrizio Tonelli
Cittadella della salute è pronto il progetto

Ecco il piano per Campo di Marte ma c’è bisogno di 22 milioni

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LUCCA. E’ tutto pronto per la Cittadella della salute al Campo di Marte. O meglio in quella parte del Campo di Marte, una superficie coperta di oltre 6mila metri quadrati (24mila lordi) distribuita in cinque edifici, che resterà di proprietà dell’Asl dopo il trasferimento dell’ospedale a San Filippo. La direzione aziendale - come spiega il dottor Luigi Rossi, responsabile della zona distretto di Lucca- ha già deciso la localizzazione delle attività che resteranno o che verranno trasferite nel vecchio nosocomio: c’è però un grosso ostacolo da superare. Reperire il finanziamento necessario a effettuare gli interventi per adeguare le strutture. Una bella cifra, 22-23 milioni secondo la stima dell’ufficio tecnico dell’Asl, riferita dall’ingegner Nicola Ceragioli. Fondi che l’azienda ovviamente non ha, per cui il direttore generale Antonio D’Urso ha chiesto alla Regione di intervenire con un finanziamento in conto capitale.

Poi la Cittadella della salute diventerà realtà. Probabilmente un po’ per volta, edificio dopo edificio, ma alla fine il progetto dovrebbe concretizzarsi secondo il piano che l’Asl ha approntato e che è stato presentato nel dettaglio al nostro giornale e che illustriamo anche nella foto grande (l’area circoscritta dal perimetro verde è quella delle strutture da alienare) .

Edificio ex Onmi. Qui al momento è previsto che resti la centrale operativa del 118, cui si affianca il Centro di salute mentale. Per quanto riguarda il 118 è ovviamente sempre aperta la partita che prevede la realizzazione di tre centrali operative di area vasta in Toscana, con l’individuazione della sede per la zona nord-ovest di cui fa parte l’Asl 2.

Padiglione E. E’ quello dove si trova attualmente il Centro prelievi, che almeno nella fase iniziale resterà in questa sede insieme al servizio di salute mentale per l’infanzia.

Padiglione C. E’ quello che oggi ospita l’area medica. Il più grande dei cinque e che è destinato ad accogliere svariate attività. Anzitutto il centro direzionale dell’azienda, che si trasferirà qui lasciando i locali di Monte San Quirico. Quindi il poliambulatorio territoriale, con dermatologia e diabetologia. Il centro cardiologico comprensivo della riabilitazione cardiologica. Lo screening senologico e la mammografia. Il punto donna e consultorio. La riabilitazione ambulatoriale e il day service riabilitativo, la farmaceutica territoriale, il Sert, la sala rx più il polo ecografico di primo livello. E ancora il centralino, gli uffici Ced e sala macchine.

Padiglione D. Manterrà la sua attuale principale funzione, quella di sede degli ambulatori della libera professione, attività cui si aggiungerà la distribuzione diretta dei farmaci.

Padiglione 0. Nei locali oggi destinati al reparto di malattie infettive sorgerà la Casa della salute, una delle strutture territoriali più importanti per l’azienda sanitaria. A fianco ci saranno gli ambulatori dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, della guardia medica. Questo edificio verrà utilizzato anche per l’odontostomatologia, per il punto unico di accesso e centro operativo assistenza distrettuale. E poi le assistenti sociali, l’ufficio ausilio e protesi, l’unità di valutazione multidisciplinare che regola l’accesso alle Rsa. Ma il primo servizio a trasferirsi sarà la medicina legale, che si sposterà al primo piano dell’edificio, lasciando la struttura di viale Giusti che l’azienda abbandonerà entro giugno.

L’ipotesi nuovo edificio. Questo schema è “work in progress”, spiega il direttore generale Antonio D’Urso, ma è certamente l’ipotesi cui fare riferimento, una volta che i locali saranno disponibili. Per la verità c’era anche un’altra possibilità, che il dg aveva illustrato in consiglio comunale. Costruire, nell’area dove attualmente si trovano mensa, magazzini, lavanderia, un nuovo edificio. «Con una struttura compatta, ad hoc – dice D’Urso – per collocare tutte le attività ci sarebbero bastati 15mila metri cubi rispetto ai 24mila attuali. La cifra necessaria sarebbe stata più o meno la stessa, ma avremmo avuto il vantaggio di poter alienare l’intero Campo di Marte».

La parte in vendita. Una volta completato il trasferimento delle attività, o anche prima se capita l’occasione, saranno venduti i padiglioni non più utilizzati dall’Asl: complessivamente si tratta di una superficie coperta di 14mila metri quadrati, che diventano oltre 39mila se si considera la superficie lorda. Che futuro avrà questa parte del Campo di Marte? Il dibattito è aperto, spetterà al Comune dare gli indirizzi sull’utilizzo di questo grande complesso. Tenendo conto che la Regione prima o poi busserà alla porta per ottenere i 23 milioni previsti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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