Proteste
Barga, denuncia sui conti della Misericordia
La nuova governatrice ha presentato un esposto contro ignoti per presunti ammanchi
BARGA. Un fascicolo che ha come ipotesi di reato l’appropriazione indebita: è quello aperto dalla procura di Lucca sui presunti ammanchi nelle casse della Misericordia del Barghigiano. Un fascicolo che, al momento, non vede alcun indagato.
Tutto è iniziato due anni e mezzo fa, al momento dell’insediamento del nuovo direttivo presieduto dalla dottoressa Elena Venezi, nominata Governatore della Misericordia al posto di Duccio Telfy Zima.
Spulciando nei bilanci e i documenti contabili, qualcosa non quadrava: «Abbiamo trovato delle discrepanze contabili in bilancio di 90mila euro – racconta la Venezi -, specialmente sotto la voce dei rimborsi spese non giustificati. Si è chiesto al vecchio consiglio direttivo di giustificare queste spese, che hanno causato un deficit enorme».
Ma in assenza di plausibili controdeduzioni, i dirigenti della Misericordia hanno deciso di andare avanti, spingendosi per vie ufficiali: «Abbiamo visto che c’erano dei buchi anche nei conti correnti – continua il Governatore -. E così, nello scorso gennaio si è deciso di produrre un esposto alla Guardia di Finanza, che dopo pochi giorni è venuta nella nostra sede per fare le indagini. Nonostante ciò, abbiamo continuato a chiedere spiegazioni al vecchio Governatore, ma senza esito».
Un esposto contro ignoti, che ora, come si è detto, è approdato nelle stanze della Procura di Lucca.
Ma la situazione della Misericordia è sempre difficile, anche se migliore rispetto a poche settimane fa: finanze dissestate, e quindi giro di vite sulle spese sociali, nonostante i pagamenti da parte dell’Asl stiano andando verso la normalizzazione dopo un periodo di grande difficoltà a inizio anno che aveva anche messo a rischio i posti di lavoro dei dipendenti dell’associazione.
Venezi ha un diavolo per capello: «Un conto è partire da zero, un conto da un passivo di 90 mila euro che non riusciamo a pareggiare perché il buco è troppo grosso. La Misericordia non è un’azienda, che può ripianare le perdite aumentando la produzione. Il lavoro è quello che è».
Senza contare il danno d’immagine, forse il cruccio più grande: «Vogliamo andare fino in fondo perché, per colpa di queste operazioni, la Misericordia di Barga si è fatta una brutta reputazione. I privati non volevano dare più contributi, perché questa situazione aveva creato sfiducia. Abbiamo spiegato che i disagi derivano dalle gestioni passate, e il messaggio è stato recepito. E grazie al lavoro dell’associazione la situazione sta migliorando». (n. b.)
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