Il Tirreno

Lucca

Spariti i ricettatori croati del negozio di compro oro

Spariti i ricettatori croati del negozio di compro oro

Dopo l’arresto uno aveva ottenuto la remissione in libertà e l’altro i domiciliari Ma sono fuggiti al momento di presentarsi davanti al gup per il rito abbreviato

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ALTOPASCIO. Il 3 gennaio scorso erano finiti in carcere per ricettazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Durante un controllo dei carabinieri di Altopascio al negozio di compro oro in franchinsing «G&T preziosi» che utilizzava il brand «Il Lingotto» due nomadi croati con precedenti per reati contro il patrimonio erano stati arrestati - assieme al gestore dell’esercizio commerciale - mentre stavano consegnando catenine, orecchini, qualche bracciale e pezzi in oro di un orologio. Era sorta una colluttazione e un appuntato dei carabinieri aveva riportato contusioni alla testa e al torace (15 giorni di prognosi). In manette erano finiti Luca Duric, 19 anni e Ivo Maric di 31, quest’ultimo con diversi precedenti penali e diciotto diversi alias. All’inizio il giudice aveva messo ai domiciliari soltanto il gestore del compro oro confermando la misura cautelare per i due croati. Ma dopo qualche settimana di carcere entrambi avevano ottenuto un’attenuazione della misura. Duric era stato rimesso in libertà, Maric era finito ai domiciliari nel suo camper mobile nel territorio di Altopascio. Il guaio è che il caravan è dotato di ruote e non appena ottenuta l’attenuazione della misura Maric ha pensato bene di tagliare la corda. Una bella mattina il camper si è volatilizzato. E l’altro slavo, senza alcun tipo di obbligo, probabilmente l’ha seguito.

Processo senza imputati. Così ieri mattina il legale dei croati si è presentato davanti al gup Alessandro Dal Torrione e ha chiesto per i suoi assistiti il rito abbreviato. Soltanto in quel momento il pubblico ministero è stato informato che gli imputati non erano presenti. Non perché ammalati o impossibilitati. Ma semplicemente uccelli di bosco. Fuggiti dal nostro Paese dopo una brevissima detenzione cautelare. Il processo si farà e la condanna in primo grado ci sarà. Ma alla fine i due croati latitanti molto probabilmente resteranno impuniti e la sentenza sarà eseguita soltanto sulla carta. Un esempio poco edificante che non gratifica di certo le forze dell’ordine e l’ufficio requirente impegnati costantemente nel tentativo di limitare l’azione criminosa e che, a causa di cavilli giuridici e interpretazioni farraginose delle leggi, non vedono premiati i loro sforzi. Lascia perplessi la decisione di concedere i domiciliari a una persona che ha fornito diciotto generalità diverse alle forze di polizia, che è vissuto sino a quel momento di espedienti commettendo reati e che abita all’interno di una roulotte non ancorata a terra, ma dotata di ruote e che può essere trainata via in qualsiasi momento senza un monitoraggio costante impossibile da attuare.(l.t.)

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