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Saldi automatici per le prime due rate della Tares

Saldi automatici per le prime due rate della Tares

Resta in vigore la possibilità di pagare con il rid bancario Le scadenze: 30 giugno, 15 settembre e 15 novembre

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LUCCA. La Tares - la nuova tassa sui rifiuti - sarà pagata in tre rate e le prime due potranno essere saldate senza alcuna fatica supplementare per i contribuenti che potranno continuare ad avvalersi della domiciliazione bancaria. Come avviene finora, insomma. Per la terza tranche si vedrà: tutto dipende dalle decisioni del governo Letta.

A fare il punto sulla situazione l’assessore al bilancio Antonio Sichi che ha riferito in commissione in vista del consiglio comunale che domani sarà chiamato ad approvare le modifiche per la Tares.

Le rate. Saranno tre. Primo pagamento entro il 30 giugno (sarà versato il 40 per cento del totale), la seconda entro il 15 settembre (altro 40 per cento) e l’ultima con scadenza il 15 novembre (ultimo 20 per cento e addizionale).

L’addizionale sarà di 30 centesimi, dopo il governo ha corretto il tiro abbassando la quota di 10 centesimi.

Dove si paga. Per quanto riguarda le prime due rate non cambia nulla. I cittadini potranno continuare ad avvalersi del rid bancario (a Lucca scelta fatta da oltre il 30 per cento degli utenti) perché l’Iban di Sistema Ambiente resta immutato. Oppure andare alla Posta con il bollettino che arriva a casa.

Insomma, si conferma un metodo collaudato e sicuro.

«Vedremo il da farsi per l’ultima tranche - spiega Sichi -. Attendiamo notizie da Roma. Per intanto il governo ha deciso di non cambiare nulla. Ai Comuni è stato vietato di aprire conti correnti appositi per introitare i soldi della Tares». Dunque, avanti senza novità (almeno per il momento) e senza il rischio che qualcuno, distratto o poco informato, ricevesse la bolletta e la mettesse nel cassetto pensando di averla pagata in automatico. Salvo poi accorgersi di una realtà ben diversa.

L’incasso. Dalla Tares il Comune stima di incassare poco meno di 20 milioni di euro. L’addizionale cala da 40 a 30 centesimi.

Il decreto del 6 aprile aveva infatti tolto la facoltà di elevare da 30 a 40 centesimi (per metro quadrato di ogni fondo, azienda o abitazione) gli oneri per i "servizi indivisibili", oneri da calcolare (e versare) in una sola rata annua della tassa.

I trenta centesimi sono la quota destinata al governo centrale.

I dieci centesimi aggiuntivi, per i quali l'amministrazione del sindaco Alessandro Tambellini aveva optato, rappresentavano una misura prevista dal decreto del 2012 per colmare, nei bilanci comunali lacune derivanti da mancati trasferimenti statali. (d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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