Sicurezza
Nuovo ospedale, lavoratori in allarme
Oriano Rinaldi, consigliere Pd: «Non esistono atti della Regione sul progetto. Allora teniamoci S. Croce e S. Francesco»
BARGA. Riorganizzazione dei reparti nei due nosocomi già esistenti, localizzazione del nuovo ospedale unico, futuro delle due strutture attuali. Sì, ma del futuro del personale impiegato al “Santa Croce” di Castelnuovo e al “San Francesco” di Barga, chi ci pensa? Un nuovo ospedale comporterà necessariamente politiche forse anche drastiche nella pianta organica.
È un dato non di poco conto, che Oriano Rinaldi, consigliere provinciale del Pd ma soprattutto storico ex responsabile di zona della Cisl nel comparto sanità, ci tiene a mettere in rilievo: «Stiamo vivendo una situazione, a mio modo di vedere, quantomeno surreale: assistiamo all’affannato tentativo dell’assessore Marroni impegnato a rassicurare tutto e tutti rispetto a quanto dichiarato pubblicamente dal suo Presidente non più tardi di un anno fa - durante una festa di partito celebratasi in Valle – circa la volontà della giunta Rossi di sposare la richiesta volta alla costruzione di un nuovo ospedale unico per il nostro territorio; ad oggi però di questo “ambizioso progetto” non troviamo ancora traccia nella programmazione pluriennale come pure in alcun atto ufficiale assunto dallo stesso governo regionale».
È inevitabile quindi, che tra i dipendenti delle due strutture ospedaliere, ci sia subbuglio: «L’impressione è che una parte dei sindaci della Valle, fidando sulle “fumose rassicurazioni” del presidente Rossi, abbia ritenuto opportuno “forzare la mano” spingendo per una votazione sulla localizzazione del nuovo nosocomio che non ha tenuto in minima considerazione dell’aspetto più importante: quali e quanti servizi tale nuova infrastruttura potrà garantire per i nostri cittadini, e soprattutto di quanti dipendenti si avrà bisogno? Oggi la Valle, di fronte ad un passaggio politico-istituzionale che condizionerà pesantemente le prospettive di salute garantite alla sua gente negli anni, ha bisogno di verificare che alle tante parole spese facciano seguito atti concreti, quegli atti concreti di cui ad oggi non si è vista ancora traccia».
Tradotto in soldoni, l’ipotesi di due tipologie di ospedale a seconda della localizzazione, non piace a Rinaldi: «Equità d’accesso, sanità universalistica, garanzia di standard qualitativi, continuità assistenziale fra ospedale e territorio: questi sarebbero i capisaldi della politica sanitaria regionale che Rossi e Marroni non mancano di sbandierare in ogni occasione pubblica; mi chiedo se queste prerogative potranno valere in futuro anche per la Valle del Serchio. Se il “nuovo che avanza” si tradurrà in ciò di cui si vocifera circa il contenuto della tanto attesa nuova relazione tecnica ormai prossima alla presentazione e cioè della possibilità di costruire un “ospedalino” da 70/80 posti letto, sono convinto che sarebbe invece quanto mai opportuno rivalutare la bontà dell’attuale assetto diviso sui due presidi di Castelnuovo e Barga, magari efficientandoli ulteriormente con la loro trasformazione in due poli: uno medico e l’altro chirurgico».
Nicola Bellanova
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