Sicurezza
Tommaso Jona, l’aiuto boia che arrivò da Roma
È probabile che non molti lucchesi sappiano esattamente perché la Casa del Boia ha questo nome. La struttura nacque in realtà come bastione difensivo nelle cosiddette “Mura dei Borghi”, costruite nel...
È probabile che non molti lucchesi sappiano esattamente perché la Casa del Boia ha questo nome. La struttura nacque in realtà come bastione difensivo nelle cosiddette “Mura dei Borghi”, costruite nel Trecento a tutela della parte più nuova della città. Intorno alla torretta originaria venne eretto, prima del 1524, il Torrione del “Bastardo” che costituisce il “basamento” dell’attuale struttura. Nel 1570 venne aggiunta una cannoniera, ma il torrione venne comunque ritenuto non sufficiente pe rla difesa e così venne costruito il vicino baluardo San Salvatore. I piani superiori della Casa del Boia, invece, vennero costruiti probabilmente all’inizio del Seicento, anche se non ci sono date e dettagli certi. La casa venne assegnata intorno al 1825 a Tommaso Jona, 52enne aiuto boia a Roma. L’esigenza di far arrivare nella piuttosto tranquilla Lucca questa temuta figura nacque dopo che il Codice Napoleonico ebbe inasprito le pene, facendo così lievitare il costo del “noleggio” di boia e ghigliottina da Pisa, come veniva fatto fino ad allora. Venne così ordinata una ghigliottina a Firenze, senza perà che si trovasse un lucchese disposto a manovrarla. Venne così chiamato Jona, che fu ospitato sulle Mura. In realtà, poi, l’unica condanna prevista, nel 1831 venne annullata. E quando, nel 1845, furono fissate cinque esecuzioni contemporanee, Jona troppo vecchio diede le dimissioni e dovette arrivare un altro boia da Parma. Nel 1847, poi, la ghigliottina fu bruciata a furor di popolo e la lama gettata in mare a Viareggio. Da quel momento la “Casa del Boia” venne lasciata a un lento declino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
