Il Tirreno

Lucca

«Inaccettabile il cinismo di Pellegrinotti»

Il comitato contro l’impianto a biomasse all’Alce attacca: «Non si può tollerare di morire per il lavoro»

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BAGNI DI LUCCA. «Gravi e anticostituzionali». Apostrofa così il Comitato ambiente e salute di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano le parole del consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti, espresse nel corso del consiglio provinciale aperto sulla questione delle biomasse. Pellegrinotti aveva incentrato le proprie dichiarazioni sulle energie rinnovabili e sul tema del lavoro. Secondo i membri del comitato « è sembrato che le sue affermazioni avessero come unico scopo quello di difendere i motivi generali per cui anche la Regione Toscana avrebbe voluto abbracciare il ricorso alle energie cosiddette rinnovabili. Si è pensato per un attimo di dover ancora sopportare le solite inesattezze sulla questione Alce di Fornoli, che invece trabocca di palesi contraddizioni e criticità oggettive rispetto ad una sostenibilità ambientale che si fa finta di perseguire. Pellegrinotti però non è entrato nel merito delle questioni territoriali e non ha cercato di utilizzare le solite forme di mistificazione». Nella seconda parte dell’intervento, proseguono i comitati «il consigliere regionale ha dichiarato, però, che oggi come ieri può accadere di morire per poter lavorare e che le morti di lavoro dovute all’inquinamento debbono essere accettate come il prezzo inevitabile dello sviluppo di un territorio. Affermazioni gravi – tuona il comitato – che evidenziano uno strano concetto di modernità e sottolineano l’arroganza e il cinismo di un pensiero strutturato».

«Con poche parole lei, Pellegrinotti – scrive il gruppo ambientalista – ci ha fatto ripiombare indietro di centinaia di anni: ai servi del medioevo e agli operai in catene della prima rivoluzione industriale. Ha offeso tutti quei malati per cause ambientali, i morti, i loro parenti e chi ancora si scontra nelle aule di tribunale per veder riconosciuti i propri diritti. Lei nel contempo si è dimenticato che ci sono lavoratori che hanno lottato e ancora lottano per sfuggire a condizioni ambientali, sociali e lavorative inaccettabili.

«Possiamo esserle grati di averci presentato la realtà così com’è, perché, seppur in modo indiretto è stato ammesso, forse per la prima volta, che ci sono realtà industriali vecchie e nuove che per la loro pericolosità hanno causato e possono continuare ad essere causa del degrado ambientale e sanitario del nostro territorio; mentre le sue parole hanno svelato inequivocabilmente il pensiero di una certa parte politica che sta portando alla rovina questo territorio».(c.l.)

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