La manifestazione
Chiesa chiusa, Messa in giardino
Calcinacci caduti a Cerasomma. Il parroco: «Il terremoto non c’entra nulla»
LUCCA. Stavolta le scosse telluriche registrate al confine delle province di Lucca e Pisa non c’entrano nulla. Perché l’intonaco del soffitto della chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo a Cerasomma era pericolante da tempo e alcuni calcinacci e scialbi erano già stati tirati giù dagli stessi fedeli che frequentano la parrocchia. Il controllo effettuato lunedì pomeriggio da una squadra dei vigili del fuoco di via Barbantini sulla chiesa già monitorata da tempo dai pompieri ha riscontrato la caduta di calcinacci dal soffitto che sono caduti proprio nella parte destra dove solitamente il sacerdote officia la celebrazione liturgica la domenica. Così, a titolo precauzionale, il comando dei vigili del fuoco ha inibito l’accesso alla chiesa per la caduta di calcinacci «non dovuta - recita l’ordinanza dei pompieri - alla scossa di terremoto registrata al confine tra le province di Lucca e Pisa». La chiesa potrà essere riaperta al culto non appena verranno ultimati i lavori di intonacatura e ristrutturazione dell’edificio sacro. «Domenica dirò messa nel giardino dietro la chiesa sperando che il tempo ci assista. - dice il parroco di Cerasomma, don Piero Raffaelli - Per quanto riguarda i lavori a breve riuniremo il consiglio parrocchiale affari economici per dare inizio alle opere necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi e poter riaprire la chiesa ai fedeli. Si tratta di lavori che erano già in programma». (l.t.)
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