Sicurezza
Quell’omicidio sul fiume e una brutta storia di armi
LUCCA. Nel 1988 Gino Metelli uccise un giovane con un colpo di cric che gli sfondò il cranio. L’omicidio di Marcellino Gianni, che aveva 18 anni e mezzo, avvenne sul fiume a Ponte San Pietro al...
LUCCA. Nel 1988 Gino Metelli uccise un giovane con un colpo di cric che gli sfondò il cranio. L’omicidio di Marcellino Gianni, che aveva 18 anni e mezzo, avvenne sul fiume a Ponte San Pietro al termine di una lite e l’assassino fu condannato a 14 anni di carcere dalla corte d’appello. Il corpo della vittima era stato fatto rotolare nella scarpata per ritardarne il più possibile il ritrovamento. Gli era stato tolto anche il portafogli per far sì che l’identificazione fosse laboriosa e tardiva. La polizia aveva ben presto fermato Metelli, che aveva 22 anni e che era molto meno prestante fisicamente della vittima. Gianni, il quale non aveva mai avuto grane con la giustiziza, era alto solo 1,70, ma pesava 80 chili ed era fortissimo. Gli allenamenti in palestra e la pratica di lotta libera lo rendevano un tipo davvero difficile da abbattere. A processo finì solo Metelli, condannato.
In seguito Metelli aveva preso 4 anni e 3 mesi per detenzione di armi e ricettazione. A beccarlo era stata la Finanza, che nella sua macchina avevano trovato una pistola e un fucile.
Metelli ha avuto altri guai per lesioni personali e diffamazione.
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