Sicurezza
«La strada? A due metri da casa e avrei lo svincolo nel giardino»
I residenti lungo il tracciato del progetto Anas contestano il percorso: «È stato fatto a Roma guardando Google Maps?». «Ho comprato un rustico e mi sono trasferito, ora arriva il cemento»
LUCCA. Un terrapieno rialzato di quattro metri che per cinque chilometri taglia in due la Piana di Lucca spazzando via prati, boschetti e fossi. Così lo descrivono gli abitanti delle frazioni interessate. E le persone sono tante, oltre 1.300, se si fa riferimento alle firme raccolte contro il nuovo progetto dell’Anas, «ma potenzialmente – affermano gli esponenti del comitato contro gli assi viari – siamo di più perché questa sorta di Muro di Berlino rischia di condizionare e travolgere irrimediabilmente gli assetti e gli equilibri di intere comunità».
Incontriamo alcune delle persone più impegnate nel comitato lungo il tracciato ipotizzato dal progetto recentemente presentato. Tra i contrari all’opera infrastrutturale c’è Alberto Di Caterina, che afferma: «Sono nato qui a San Pietro a Vico e in 31 anni sono stato appena cinque volte sul lato ovest aldilà della strada del Brennero». Abita proprio in concomitanza del punto in cui il nuovo asse nord-sud dovrebbe intersecarsi, con una rotonda, con il Brennero. Parla per far capire quanto queste opere possano rappresentare un ostacolo per le persone, soprattutto a livello psicologico, con abitudini e rapporti umani destinati irrimediabilmente a cambiare». L’asse nord-sud infatti sarà riservato esclusivamente alle automobili e ai mezzi pesanti. Niente biciclette né motocicli, né tantomeno persone a piedi. «E considerando quante strade saranno destinate a diventare cieche perché tagliate in due, alla fine nella zona nord della Piana ci si potrà spostare da ovest a est solamente lungo pochissimi corridoi prestabiliti», aggiunge Di Caterina. È nel cortile di casa e accanto a lui c’è un cane che si muove in libertà, nel frattempo vengono a trovarlo i vicini che abitano a trenta metri dalla sua abitazione, con una carrozzina e un neonato. «Gesti di una quotidianità che la realizzazione della nuova strada impedirebbe. Io la casa dei vicini non potrei più nemmeno vederla – aggiunge –. Mi preme però che venga fuori che non siamo a difendere i nostri interessi particolari. Il nostro comitato non è il comitato “No Tav”, non è nemmeno il comitato del “No”. Pensiamo però che se ci fosse un fine superiore con il beneficio per una comunità, il fine giustificherebbe il mezzo. Purtroppo non è così e ci sono soluzioni alternative che proponiamo. Per esempio la Piana ha un reticolo di strade di gran lunga superiore alla media. Dovremmo pensare a potenziare quelle esistenti e a mettere in funzione lo scalo merci ferroviario del Frizzone».
Cambia lo scenario ma non cambiano le motivazioni. Per esempio Lorenzo Orsi si sente beffato dall’amministrazione comunale. Da residente di San Filippo aveva scelto di cambiare zona per evitare la confusione che sarebbe derivata dalla costruzione del nuovo ospedale e l’occasione è arrivata con uno splendido rustico a San Pietro a Vico, completamente ristrutturato. «Sapevo bene della possibilità della realizzazione dell’asse viario e per questo prima dell’acquisto sono andato negli uffici comunali per capire dove sarebbe passata la strada; mi hanno rassicurato mostrandomi le carte e le previsioni urbanistiche che indicavano una zona più a nord. Poi è arrivata l’Anas con questo nuovo progetto che non ha affatto rispettato le indicazioni dei piani strutturali. E io ora mi vedo passare il nuovo progetto direttamente dal giardino di casa, con uno svincolo che dovrebbe essere realizzato nel campo attiguo alla mia abitazione. Tutto questo senza che nessuno del Comune o della Provincia mi abbia avvertito. Gli unici che si sono mossi e hanno fatto informazione sono stati quelli del comitato assi viari».
Stesso discorso per la sua vicina Serena Pieroni che fa notare come si andranno a perdere alcuni servizi basilari come il passaggio della circolare che non potrà più transitare da via delle Piagge. «L’impressione – proseguono i due – è che i tecnici dell’Anas abbiano disegnato il progetto su Google Maps, direttamente da Roma, senza andare a vedere il tipo di territorio che si andava a intaccare». Anche perché in questa zona di campagna le abitazioni non sono allacciate all’acquedotto e tutte le famiglie attingono l’acqua direttamente dalla falda e si teme molto per il rischio contaminazione. Più avanti, a San Cassiano a Vico, l’asse viario dovrebbe passare in una strozzatura tra due abitazioni confinanti passando direttamente dal giardino della famiglia Stefanini. «Stando ai disegni presentati dall’Anas la nuova strada dovrebbe passare ad appena due metri dalla nostra parete nord, tra l’altro quella dove abbiamo la centralina elettrica e l’impianto del gas – spiegano Luigi e Alessio Stefanini, tra i più attivi anche all’interno del comitato –. In più si dovrebbe rivedere la viabilità di accesso alla nostra abitazione, visto che le strade privati che utilizziamo ora verrebbero tagliate in due».
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