Il Tirreno

Lucca

Fillungo nel 1976, carretti e insegne diverse

Fillungo nel 1976, carretti e insegne diverse

Nel tratto verso Porta dei Borghi attività che non si ricordano nemmeno più. Impalcature ieri come oggi

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LUCCA. E’ la strada principale della città. Non occorre nemmeno indicarla come via, basta solo il Fillungo, come si dice per qualcosa di familiare e consueto. Parte dell’originaria struttura romana per l’urbanistica viaria – il tratto da piazza dei Mercanti a Canto d’Arco era l’antico cardo nord-sud - e luogo del commercio e del passeggio per eccellenza, nel corso degli anni la via non ha subito grandi trasformazioni, mentre a cambiare, quelli sì radicalmente, sono stati i negozi. Nel continuare a proporre ai lettori il confronto tra la città di ieri e quella di oggi che emerge dalle foto dell’Archivio Lucchese intitolato ad Arnaldo Fazzi , pubblichiamo due immagini di via Fillungo da cui questa particolarità si nota bene. La prima foto è dell’ottobre 1976 ed è stata scattata da Claudio Pieruccini, fotografo amatore che ha donato moltissimi immagini all’Archivio Lucchese. La seconda porta la data di ieri. Entrambe sono riferite al primo tratto di via Fillungo, quello che inizia da Porta dei Borghi. Se non fosse per i carretti degli ambulanti e le insegne dei negozi, sembrerebbero contemporanee. Invece tra i due scatti ci sono quasi 40 anni e in entrambi, per puro caso, ci sono i ponteggi. Nell’immagine del 1976 l’impalcatura era montata per il restauro del palazzo Busdraghi, sede del liceo artistico. In questi giorni, invece, ad essere interessato dai lavori è un altro edificio, più avanti lungo la strada. Non ci sono più i negozi di 40 anni fa, ma soprattutto sono sparite, perché negli anni la legislazione le ha proibite, le insegne sporgenti sopra i negozi. Appartengono al tempo che fu, poi, i banchetti degli ambulanti che s’incontravano lungo la via quando andavano al mercato di piazza dell’Anfiteatro, ma spesso si fermavano a vendere anche direttamente sulla strada. Come si vede dall’immagine di Pieruccini, negli anni Settanta via Fillungo aveva già la pavimentazione attuale. L’installazione del porfido, infatti, risale al decennio precedente ed è documentata in modo meticoloso in moltissime foto dell’Archivio Lucchese, con tante immagini in primo piano dei nuovi sampietrini. In altri scatti conservati nell’Archivio, poi, si ritorna ancora più indietro negli anni, come a quelli di un altro intervento “strutturale” sulla via: il lavoro di posa per le tubazioni, che vennero realizzati negli anni Trenta. Si può dire, dunque, che questo intervento e la pavimentazione degli anni Sessanta sono state le più importanti trasformazioni della via nel corso del Novecento.

Paola Taddeucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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