Gioco
No dei residenti ai bidoncini per esporre i rifiuti
L’assessore Pellegrini Masini: il porta a porta non funziona La replica: «Si rischia di rovinare l’immagine di Lucca»
LUCCA. Rifiuti e varchi telematici: sono questi i temi più caldi affrontati nell'assemblea indetta dal Comitato Vivere Il Centro Storico. Una sessantina i residenti presenti che si sono confrontati nell'acceso dibattito con l’assessore all'ambiente Giuseppe Pellegrini Masini e il capogruppo Pd in consiglio comunale e presidente della commissione lavori pubblici, Francesco Battistini. Unanime l’opinione dei cittadini che hanno ribadito il loro no al nuovo progetto che prevede l’utilizzo di bidoncini al posto degli attuali sacchetti. Di fronte a un'assemblea tanto agguerrita, l’assessore si è detto aperto a rivedere le posizioni. «Attualmente la raccolta porta a porta non funziona – ha affermato – anche per alcuni cittadini che abbandonano rifiuti a tutte le ore. Sostituendo i sacchetti con mastellini più piccoli di quelli di periferia, controlleremmo i conferimenti impropri, ottenendo anche una precisa misurazione volumetrica del rifiuto prodotto, attraverso l’introduzione della tariffa puntuale. La registrazione, che avverrebbe con una placchetta sul bidoncino, presenterebbe l’inconveniente del costo se venisse invece applicata sul sacchetto usa e getta».
Una proposta al vaglio è anche il cambiamento dell’orario di conferimento, ad esempio esponendo i rifiuti dalle 19 alle 21 e procedendo alla raccolta dalle 21 alle 24 così da non intaccare il decoro della città anche agli occhi del turista che comincia la visita del centro la mattina presto. Il discorso si è poi spostato sulle isole ecologiche a scomparsa. Quattro attualmente quelle attive, ma il programma di realizzarne altre 17 è stato accantonato non solo per il costo di 1.700.000 euro, ma anche per la relazione di alcuni esperti nazionali in cui venivano sconsigliati gli scavi per non imbattersi in reperti archeologici. Fra i problemi, anche quelli legati alla manutenzione di questi sistemi e quelli relativi all'impatto estetico negativo e al cattivo odore con cui si troverebbe a convivere chi abita al piano terra.
La parola è poi passata a Claudio Casotti, coordinatore del Comitato Vivere il Centro Storico. «Se vengono raccolte tre categorie, in un palazzo di 5 appartamenti, i bidoncini fuori arriverebbero a 15. Come può questo migliorare la città? Come prevenire la maleducazione di ubriachi durante la notte? Dove conservare un volume così consistente di contenitori? Come provvedere all'igiene degli stessi, esposti a sporcizia ed escrementi di animali?».
Sono solo alcune delle criticità evidenziate da Casotti che ha rilanciato proponendo le isole ecologiche itineranti. Successivamente ha preso il via il botta e risposta fra i cittadini e l’assessore.
«Ho 53 anni e 80 scalini per arrivare a casa. Sarebbe già tanto per me doverli affrontare con tre bidoni in mano, come potrebbe fare una persona anziana? Diversamente, la soluzione del sacchetto risulterebbe accessibile a tutti» ha detto qualcuno. «Questi contenitori – ha affermato Federico Lanza, in veste di residente – non sarebbero chiusi con un lucchetto. A chi spetterebbe pagare la multa per l’introduzione di materiale non consono da parte di qualche passante?».
E ancora: «In questa città mancano i controlli – ha dichiarato una signora – I problemi sono troppi, sia legati all'incuria del cittadino sia al non rispetto delle regole. A volte, mi capita di trovare il sacchetto dell’immondizia dove l’ho lasciato, anche dopo l’orario di raccolta. Per il trasporto mastellini poi, il disagio è serio: dovrei percorrere 70 scalini senza ascensore, mio marito è portatore di handicap e l'inquilina del piano di sotto malata di cuore».
Di fronte a queste e ad altre situazioni, Pellegrini Masini ha spiegato che il sistema verrebbe studiato in modo da consentire di mettere fuori un mastellino alla volta. A suo parere, il degrado visivo sarebbe inferiore ai cumuli di sacchetti per strada. «Il progetto delle isole itineranti – per dimensioni mal si adatterebbe al centro. Mentre per i controlli stiamo valutando se conferire agli operatori di Sistema Ambiente la possibilità di fare le multe».
L’assessore ha comunque preso l’impegno di riconvocare un’assemblea prima della decisione e proseguire il dialogo con la cittadinanza. «Teniamo conto – ha però precisato – che adottando la tariffa puntuale con i sacchetti sarà probabilmente necessario farli pagare per il costo del microchip».
La discussione si è spostata sul problema dei varchi telematici. Francesco Battistini ha respinto le proposte della minoranza in consiglio comunale: «I varchi funzionano e non abbiamo intenzione di toccarli. L’unico miglioramento riguarderà la loro segnalazione». Oltre a questi, sono stati affrontati anche i temi dell’inquinamento, dei parcheggi promiscui e del trasporto pubblico, per qualcuno non troppo efficiente, ma l’accento è stato posto anche sui pochi controlli. «I vigili sono 80 – ha spiegato Battistini – un buon numero. Il problema è legato alla mancanza del comandante, in aspettativa per 4 anni, e all'impossibilità di nominarne un altro».
«Sono prigioniera della città – ha poi detto una signora – quando esco con la macchina, spesso non rientro. Due volte ho sostato al liceo scientifico per raggiungere a piedi la mia casa in via Santa Lucia. Non pretendo di avere il parcheggio sotto casa, ma un posto sì».
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