La manifestazione
Lucca Est chiede lo stop alla cementificazione
LUCCA. Una variante di salvaguardia e l’azzeramento delle previsioni edificatorie nella zona est della città. La richiesta al sindaco Alessandro Tambellini in occasione dell’elaborazione dei nuovi...
LUCCA. Una variante di salvaguardia e l’azzeramento delle previsioni edificatorie nella zona est della città. La richiesta al sindaco Alessandro Tambellini in occasione dell’elaborazione dei nuovi strumenti urbanistici arriva dal Comitato Lucca Est che fa l’elenco dei problemi che attanagliano questa zona della periferia.
«I nostri territori - dice il comitato - negli ultimi 10/15 anni, e sempre in modo crescente, sono stati sottoposti ad una cementificazione senza controllo, sulla base di piani urbanistici parziali e viziati da gravi incongruenze ed errori. Citiamo in particolare: il quartiere residenziale di S. Filippo è stato letteralmente “accerchiato” a Sud da una progressiva cementificazione a uso artigianale/industriale con consumi di suolo eccessivi, enormi e fuori da ogni logica. Le superfici totali passate da verde/agricolo/inedificato a cemento ammontano indicativamente a 700/800 mila metri quadri. Vorremmo enfatizzare che alcune attività industriali/artigianali svolte nella zona sono potenzialmente dannose per l’ambiente e per le persone che abitano nelle adiacenti zone residenziali (Mugnano, San Filippo, Arancio) e sicuramente dannose per l’intenso traffico veicolare pesante che gravita nella predetta zona industriale. Aggiungiamo che le poche aree verdi e non edificate ancora rimaste sono, dal vigente piano urbanistico, classificate come industriali/artigianali, con una potenzialità di ulteriore cementificazione per circa 80/90 mila metri quadri. La costruzione, in questo contesto, del nuovo Ospedale di San Filippo è l’apice di questo caos urbanistico, con l'ulteriore cementificazione di circa 75 mila metri quadri di aree finora agricole e boscate, in una zona storicamente umida».
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