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Lucca

Biagini è fuori dalla Sinistra

Biagini è fuori dalla Sinistra

«Il consigliere comunale continui pure a far politica, ma non più a nome nostro»

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CAPANNORI. È rimasto defele alla linea del sindaco Giorgio Del Ghingaro ed è l’unico consigliere comunale di Sinistra per Capannori, ma ora Matteo Marcheschi (coordinatore dimissionario dell’Oservatorio per la pace) lo butta fuori. Destinatario della missiva è Fabio Biagini, che dopo il caso delle dimissioni dell’assessore alla cultura e scuola Leana Quilici aveva pubblicamente appoggiato l’amministrazione.

«Sinistra per Capannori ricorda al consigliere Biagini che con l’assemblea del soggetto politico che lo ha sostenuto non ha mai ritenuto necessario confrontarsi, che potrà continuare a fare la sua politica di coerente sostegno al sindaco da solo, ma non a nome di SpC» afferma Marcheschi. Che analizza la crisi politica e sostiene, tra l’altro: «l sindaco ha una gran fretta di chiudere la vicenda delle dimissioni di Ciacci e Quilici e lo fa banalizzandone il significato e addebitandone la responsabilità ai giochetti consueti della Sinistra. In realtà, banalizzazione e scaricabarile sono le vere liturgie entrate in consuetudine e ormai poco credibili. Questa è la prima vera crisi politica del secondo mandato, lentamente cresciuta nel tempo e coincidente con un bilancio complessivo all'esperienza di governo a un anno dalle elezioni. A Capannori si assiste da anni ad un'unica, strisciante e permanente campagna elettorale, quella di Giorgio Del Ghingaro, al momento con esiti fallimentari. Capannori ha voluto perciò far risultare la propria eccellenza perseguendo la linea della supremazia territoriale che, di fatto, ha isolato il Comune dagli enti vicini e dalla Provincia, mentre accresceva la propria visibilità extra-territoriale. Capannori è diventata il regno dell'immagine per l'esterno. All'interno si registravano invece: rallentamento dell'attività amministrativa; esaurimento di quell'entusiasmo che ancora nel 2009 manifestava la fiducia nel reale cambiamento e virtuosità dell'opera; esautorazione della maggioranza politica; accasermamento della maggioranza consiliare, distribuita su fronti opposti tra ortodossi e dissidenti cui si aggiunge la distinzione tra fedeli e traditori; immobilismo del consiglio comunale; esclusione progressiva di tutte le voci che non hanno cantato nel coro, con annessa banalizzazione e riduzione a fatti personali delle posizioni politiche non conformi.

«Progressivamente le istanze decisionali si sono concentrate nella giunta, che è poi il sindaco, all'interno della quale vige l'obbligo, formale e sostanziale, dell'unanimità - afferma Marcheschi -. A Capannori si confonde l'efficacia delle politiche per il territorio e per la sua gente con l'impatto mediatico di spot ben confezionati da una meticolosa e ossessiva strategia comunicativa, alla quale il sindaco e il suo staff dedicano enormi risorse, confezionando spot anche oltre la sostanza e sottraendo risorse ad altri impegni e servizi certamente più significativi per il territorio. Pertanto banalizzare ancora una volta la richiesta di un'inversione di rotta, è un errore fatale, cui seguirebbe la perdita di un'occasione utile per garantire a Capannori di essere veramente all'altezza della considerazione di cui gode. Capannori avrà un futuro anche a prescindere da Del Ghingaro e dai vari notabili della politica: si tratta solo di decidere come e verso dove. Sinistra per Capannori continuerà a lavorare sul territorio e con il territorio, con metodi partecipativi veri, con l'idea di una politica di servizio al bene comune».

Solidarietà a Quilici arriva poi da un gruppo di cittadini. Si tratta di Orazio Trinchera, Alessia Aveta, Lorenzo Cesana, Elisa Greco, Vera Pasquini, Alba Rosa Cagnoni, Marta da Massa Carrara, Laura Guidugli, Gemma Urbani, Francesco Marchi, Alessia Barsanti, Antonio Bertolucci, Daniele Ciardella, Piero Paiano, Paola Bosi, Loris Banducci e Marco Biancalana.

Sostengono - tra l’altro - che «il centrosinistra di Capannori deve cercare di ricostruire i molti rapporti spezzati e sviluppare una grande campagna di ascolto delle persone e dei loro problemi, per poter poi essere in grado di presentare ai cittadini proposte concrete ed in grado di affrontare le nuove sfide che questa grave crisi gli pone dinanzi. Per questo c’è bisogno che tutte le forze politiche e tutte le persone che hanno sostenuto questa maggioranza, siano coinvolte a pieno titolo.

«Per questo crediamo che Leana e quella parte di mondo che rappresenta, dovrebbe essere considerato un elemento indispensabile ed insostituibile. Forse, invece di procedere con una solerzia “quasi provocatoria” ad una redistribuzione delle deleghe, si sarebbe dovuto avviare una riflessione su queste questioni, tra le forze politiche che sostengono l’amministrazione.

«Pertanto, mentre esprimiamo la nostra solidarietà a Leana, ci auspichiamo che si apra a Capannori una fase nuova, che sappia ridare senso a parole come confronto, tolleranza e rispetto per le persone e le loro idee».

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