Il Tirreno

Lucca

Assi, un minuto in meno in auto

di Luca Cinotti ; di Luca Cinotti ; di Luca Cinotti

Le simulazioni dello studio sul traffico dell’Anas Ma Legambiente contesta: basato su dati del 2001

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LUCCA. Immaginiamo di essere un automobilista lucchese del 2018, che deve effettuare uno spostamento di circa 8 chilometri e mezzo a ridosso delle Mura o nella prima periferia. Bene, fra cinque anni dovremo stare in macchina circa un minuto in meno di quanto accade finora.

Questo sarà infatti l’effetto dei nuovi assi viari sulla circolazione stradale, almeno secondo lo “Studio del traffico” allegato al progetto preliminare dell’opera. Uno studio che - diciamolo subito - presta il fianco a più di una critica. Una è quello contenuto anche nelle osservazioni presentate da Legambiente nel procedimento per la Via, che riguarda i dati che stanno alla base dell’elaborazione. L’altra, invece, si incentra sul fatto che gli “scenari di progetto” prevedono l’entrata in esercizio di tutti e tre gli assi, mentre come sappiamo è altamente probabile che fra tre anni si abbia, al massimo, il tronco nord-sud.

Al netto di queste (doverose)precisazioni, tuttavia, lo studio dell’Anas racconta di tempi di percorrenza ridotti in maniera sensibile con i nuovi assi. In media un’auto nell’ora di punta impiega oggi 10 minuti e 43 secondi a percorrere il suo tragitto all’interno dell’area interessata dagli assi (che in media è di 8,4 chilometri). Nel 2018 il cronometro si fermerà a 9 minuti e 52 secondo, mentre nel 2028 si dovrebbe avere un incremento a 10 minuti e 8 secondi (dovuto all’aumento del traffico). Cosa accadrebbe, invece, senza gli assi? Secondo la simulazione degli esperti dell’Anas, il tempo necessario nel 2018 salirebbe a 11 minuti e 18 secondi, mentre nel 2028 si arriverebbe a 12 minuti e 2 secondi.

Insomma, tutto bene? Non proprio. Perché, sempre secondo lo studio dell’Anas, a lungo andare i poblemi potrebbero ripresentarsi, soprattutto in quei “tronchi” particolarmente sollecitati dal traffico e dal traffico pesante in particolare. «I risultati - si legge nel documento - evidenziano livelli di servizio al limite per una infrastruttura di tipo C extraurbana secondaria (come quella prevista dal progetto, ndr), che si possono ritenere accettabili per il contesto infrastrutturale in cui è inserita e per il tipo di domanda che verrà servita». Tuttavia, scrivono ancora gli esperti dell’Anas, «i risultati evidenziano come l’infrastruttura, nel corso degli anni e con la crescita di domanda stimata, possa manifestare nel medio-lungo periodo fenomeni di saturazione che si potrebbero protrarre per intervalli della giornata più rilevanti della sola congestione dell’ora di punta».

Al di là di questa previsione per il futuro, resta un problema legato per così dire al “passato”. Un problema evidenziato da Legambiente, che ha ricordato come i dati sui quali è stato “mappato” il territorio sono quelli dell’Istat risalenti al 2001. Informazioni che l’associazione ambientalista definisce senza mezzi termini «obsoleti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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