Sicurezza
Sinistra per Capannori butta fuori il consigliere Biagini
«Continui a fare da solo la sua politica pro-Del Ghingaro». Durissima la replica: «Senza di me non esistete»
Non si placa la bufera del centrosinistra dopo le dimissioni rassegnate dagli assessori Quilici e Ciacci di Sinistra per Capannori che parlano di un clima politico cambiato e lamentano scarso confronto con le realtà del territorio.
A sostenere l’amministrazione, però, Fabio Biagini, l’unico consigliere comunale di SpC. Che ora viene invitato a farsi da parte e scoppia un nuovo caso. A dire a Biagini di fare corsa a sé è Matteo Marcheschi, cooordinatore dimissionario dell’Osservatorio della pace: «Sinistra per Capannori coglie l'occasione per ricordare al consigliere Fabio Biagini, che era stato eletto nelle liste di Spc, ma che con l'assemblea del soggetto politico che lo ha sostenuto non ha mai ritenuto necessario confrontarsi, potrà continuare a fare la sua politica di coerente sostegno al Sindaco da solo, ma non a nome di Spc».
Dura la replica di Biagini: «Senza di me Sinistra per Capannori non esiste più. Mi stupisce che la democrazia si chieda e non si applichi - dice Biagini -. Marcheschi mi butta fuori dal gruppo perché esprimo il mio pensiero che è distante dal suo. Eppure i miei 170 voti presi nelle amministrative del 2009 hanno contribuito enormemente a dare credibilità a questa forza politica. Trovo l'atteggiamento di Marcheschi grave, perché attacca senza riuscire a dire un solo motivo concreto contro un'amministrazione che sta lavorando bene. Mi dissocio ancora una volta da Macheschi perché sta lottando per gli interessi di poche persone. Non sono solito utilizzare i toni che usano gli esponenti di Sinistra per Capannori, pieni di livore, e completamente digiuni di politica. Io sto con il sindaco Del Ghingaro e la sua giunta perché si preoccupano di amministrare con concretezza e serietà il nostro territorio».
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