Il Tirreno

Lucca

Avvocato cade dall’olivo e il processo slitta

Rinviata al 28 maggio la prima udienza del processo per la presunta corruzione della ex Safill

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LUCCA. L’avvocato Gianfelice Cesaretti, uno dei penalisti più esperti e preparati del foro lucchese, è caduto da un olivo mentre stava facendo dei lavori nella sua tenuta di campagna riportando lesioni alle vertebre da cui non si è ancora ripreso. E la sua assenza (al legale vanno gli auguri di una pronta guarigione dal nostro quotidiano, nd) costringe il collegio a rinviare al 28 maggio la prima vera udienza del processo sulla presunta corruzione nell’ambito della riqualificazione dell’ex Safill, complesso affacciato sulla circonvallazione, poi diventato Officina della Latta. Per i carabinieri e la procura il cuore dell’indagine è la vendita alla Safill dei 65 posti auto a un prezzo ritenuto di favore attraverso la volontà e l’impegno dell’allora assessore Marco Chiari il quale, in cambio, avrebbe ottenuto in affitto a un prezzo ritenuto di favore un ufficio della ex Safill dove svolge la sua attività professionale privata.

Gli indagati. Oltre all’ex super assessore, difeso dall’avvocato Sandro Guerra, sul banco degli imputati a fine maggio compariranno l’ex sindaco Mauro Favilla; l’ex direttore generale del comune di Lucca Massimiliano Volpi, 64 anni, difeso proprio dall’avvocato Cesaretti; l’ex rappresentante legale Safill Umberto Pera, difeso dall’avvocato Lodovica Giorgi; il legale rappresentante Safill, Alberto Baraldi, 60 anni, di Pietrasanta, assistito dall’avvocato Salvatore Salidu; il geometra e consulente Safill Franco Giorgetti, 43 anni, di S. Marco, difeso dall’avvocato Maurizio Campo e Tiziana Picchi, 57 anni, di Pontedera, ex segretaria generale del comune di Lucca. Nel processo, in base alla legge sulla responsabilità degli enti, anche la Safill srl di Massarosa rappresentata da Alberto Fontana.

Capi d’imputazione. Chiari è a giudizio per corruzione e falso in atto pubblico; Pera, Baraldi e Giorgetti per corruzione, Picchi per falso in atto pubblico e Volpi per corruzione. Ipotesi di reato che il collegio difensivo intende smontare nella fase dibattimentale che si preannuncia lunga e ricca di colpi di scena.

Processo principe. La vicenda dell’Officina della Latta è stata estrapolata da un contesto ambientale più articolato che trae origine dall’inchiesta sulla presunta corruzione nella pubblica amministrazione che portò all’arresto di funzionari pubblici, imprenditori e professionisti in relazione alla realizzazione del complesso immobiliare a S. Anna sia alla ristrutturazione dello stadio Porta Elisa.

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