Sicurezza
Scomparso Buccianti, Italia Nostra in lutto
Storico presidente dell’associazione, aveva osteggiato interventi di grande impatto
LUCCA. Cordoglio per la morte di Mario Buccianti, storico, indimenticato e indimenticabile presidente della sezione lucchese di Italia Nostra. I funerali si terranno oggi alle 16 nella chiesa di S. Donato. La figura dello scomparso viene ricordata da Roberto Mannocci, attuale presidente di Italia Nostra.
« Appassionato interprete toscano della tutela ed in particolare del patrimonio forestale della nazione di cui professionalmente si era anche occupato, Buccianti –dice Mannocci – seppe guidare con piglio, dagli anni Settanta a tutto il decennio degli anni Ottanta, le battaglie sempre più importanti che la piccola sezione si trovò ad affrontare. Tramontarono e furono cancellate, grazie al suo personale impegno, a quello unanime del direttivo e a quello dei cittadini lucchesi che lo affiancarono, l'operazione "Parcheggi sotto gli spalti delle Mura di Lucca" e l'operazione "Progetto autostradale Salt 1". Negli anni Novanta aveva preferito partecipare da una posizione meno coinvolgente i problemi della tutela, prima come semplice consigliere, successivamente come socio. Da quattro anni era stato nominato socio onorario della sezione di Lucca. Di Mario piace ricordare il piglio attivo, così “scarsamente” lucchese, che lo rendeva un personaggio chiaro e limpido senza timore di dire a chiare lettere "pane al pane" e "vino al vino". Un vero cittadino».
Il figlio dello scomparso, Fabrizio, aggiunge: «Mio padre ha sempre voluto scrivere parole, nella parola ha creduto fino alla fine, non in quelle che cedono alla volubilità del parlare, ma in quelle che lasciano un segno, gli stessi che lasciava sugli alberi quando era necessario diradare un bosco ed eliminare con suo grande dolore una pianta perché altre vivessero o per far aprire una strada indispensabile quando a decidere cosa fare era vera gente di montagna che la montagna amava e conosceva. La Garfagnana è uscita dal suo isolamento anche grazie a lui e al lavoro dei forestali e di quella gente che lui amava. Anche quando si è immobilizzato per tre lunghissimi anni la sua mano ha continuato a lavorare sulla carta con incredibile destrezza ed una precisione invidiabile; lettere e lettere, anche quattro o cinque al giorno indirizzate ai colleghi, agli amici per comunicare la sua vita anche quando la sordità lo aveva reso più solo. Dobbiamo essergli grati per la testimonianza di rettitudine, serietà, impegno sociale, professionalità e trasparenza che ha sempre dato».
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