Proteste
Puglia assolto per la 33ª volta
Il sindaco era accusato di tentata concussione da una dipendente comunale
VAGLI. E fanno 33. Tanti sono i processi conclusi con l’assoluzione del sindaco Mario Puglia. L’ultima sentenza in ordine ei tempo a lui favorevole è stata pronunciata ieri dal presidente Annarumma del tribunale in composizione collegiale (a latere Di Grazia e Silvestri) che lo hanno assolto dall’accusa di tentata concussione. Puglia era accusato di avere tentato, abusando della sua qualità di sindaco, costringere una dipendente del Comune, chiamata a testimoniare in un processo a suo carico avanti il tribunale, di smentire le dichiarazioni da lei già fatte nel corso delle indagini minacciandola, di ritorsioni se avesse invece testimoniato a suo sfavore. La Funzione pubblica Cgil ha sostenuto la causa della lavoratrice difesa dall'avvocato Giorgio Frezza.
Commenta Puglia: «Ilparadosso, che la dice lunga sul clima di accanimento che si respira in tutti questi processi, deriva dal fatto che l’assoluzione arriva dopo quella che aveva accertato la mia innocenza proprio in relazione a quei fatti che io avrei tentato di “occultare” facendo pressioni sul Maria Rita Balducci. Chi ha sostenuto quell’accusa dovrebbe oggi rispondere alla domanda che qualsiasi cittadino si farebbe: perché avrei dovuto fare pressioni per nascondere fatti che non avevo commesso e per i quali, quindi, sarei stato assolto? L’infelice esperienza di questi anni mi ha insegnato che la risposta risiede nell’amara considerazione che in questo paese può essere sufficiente una qualsiasi calunnia perché un onesto cittadino venga processato senza la benché minima consistenza probatoria. Continuerò o a svolgere il mio mandato e a valutare eventuali candidature».
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