Il Tirreno

Lucca

Marco sarà sepolto a Savignano

di Nicola Bellanova
Marco sarà sepolto a Savignano

La scelta della moglie di De Candussio. Anche un’altra vittima di Genova, Robazza, legata a Fornaci

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FORNACI DI BARGA. Marco De Candussio riposerà nel cimitero di Savignano sul Rubicone. Niente ritorno nella sua Fornaci, né della salma, né tantomeno di quel che resta della famiglia, straziata dal dolore come tutta la comunità barghigiana per la tragedia di Genova, dove la collisione della Jolly Cargo con la torre di controllo della stazione della Capitaneria di Porto, ha spezzato le vite di sette militari.

A rivelare questo particolare è un amico stretto della signora Paola De Carli, moglie di Marco: «L’ho sentita stamane – afferma -, e mi è sembrata determinata in questa scelta. E conoscendola, non cambierà idea. A Savignano vivono da più di un anno, i figli stanno crescendo lì con le loro amicizie e i loro interessi. È stata una scelta dettata per evitare altri traumi per tutti».

Intanto, in attesa dei funerali di Stato, che si terranno non appena saranno recuperate le salme degli altri due dispersi, il sindaco Marco Bonini ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei solenni funerali, ed è probabile che una delegazione ufficiale si muoverà da Barga con il gonfalone comunale.

In queste ore la famiglia De Candussio con Rita e Maurizio De Carli (rispettivamente suocera e cognato di Marco) è alloggiata in delle strutture messe a disposizione dalla Capitaneria di Porto di Genova. I figli Samuele e Valentina, come i familiari più stretti, in questi drammatici momenti sono seguiti da una équipe di psicologi per il necessario supporto. In paese lo stupore ha lasciato il posto allo sgomento, e soprattutto al rispettoso silenzio in ossequio del dramma vissuto dalla famiglia De Candussio.

Il padre di Marco, poi, è conosciuto nei dintorni per il suo impegno sociale, e durante l’ultima edizione del “1° Maggio a Fornaci” era tra gli animatori dello stand che ospitava l’Associazione Marinai in congedo. La casa dei De Candussio, in via Geri di Gavinana, è ora abitata da Ilaria, sorella di Marco.

Il maestro Gian Gabriele Benedetti è il vicino di casa della famiglia De Candussio, e non si capacita ancora di quanto accaduto: «L’ho visto crescere – racconta -, poi è andato via per inseguire la carriera militare. Un ragazzo d’oro, molto sensibile verso gli altri, sempre buono con tutti». Addirittura, Marco De Candussio da ragazzo si dilettava a scrivere poesie, tanto che ha partecipato anche al “Premio Gronchi” di Pontedera, facendosi apprezzare anche in questa veste. Una famiglia unita, così vengono definiti i De Candussio: «Era così orgoglioso del suo lavoro e della sua famiglia – conclude Benedetti -, e quando in tv ho letto il suo nome e del mio ex alunno Michele Robazza, mi si è gelato il sangue».

Già, Robazza, un altro pezzo di Fornaci che se n’è andato in quel tremendo incidente. Michele Robazza, livornese, un’altra delle sette vittime dello schianto, ha vissuto la sua adolescenza nel paese del fondovalle, dove il padre Pietro negli anni ’70 e ’80 era il dirigente della Smi (ora Kme) nel settore della gestione del patrimonio immobiliare del colosso metallurgico, ed è stato soprattutto assessore ai lavori pubblici con la giunta Ceccarelli.

Milvio Sainati, memoria storica fornacina, proprio ieri mattina si è messo in contatto col padre di Robazza, suo amico di vecchia data: «Era distrutto e non se ne capacitava – commenta – mi ripeteva che se suo figlio fosse andato a prendersi un caffè, a quest’ora sarebbe qui».

Tra l’altro, i Robazza hanno ancora un immobile nei dintorni di Loppia, segno del legame mai tranciato con questa terra: «Brave persone – chiude Sainati –, partiti da Montecatini e poi andate a Firenze, dove Michele ha studiato per diventare un uomo di mare, la sua passione». Una passione finita tragicamente.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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