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pescaglia: baldassari risponde

«Impossibile aderire ad “Ecco fatto”»

«Impossibile aderire ad “Ecco fatto”»

PESCAGLIA. Botta e risposta tra Lando Baldassari, sindaco di Pescaglia, e il gruppo consiliare d’opposizione “Idee in Movimento”. I membri di quest’ultimo avevano espresso infatti una serie di...

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PESCAGLIA. Botta e risposta tra Lando Baldassari, sindaco di Pescaglia, e il gruppo consiliare d’opposizione “Idee in Movimento”. I membri di quest’ultimo avevano espresso infatti una serie di valutazioni critiche sulle scelte dell’amministrazione a cui il primo cittadino ha deciso di ribattere. Sul tavolo innanzitutto la questione dell’inaugurazione al monumento dedicato “alla memoria dei caduti nelle missioni di pace”, che l’opposizione aveva giudicato troppo costosa in un periodo di crisi e di taglio dei servizi.

«La manifestazione è stata bella, commovente e, in prima istanza, voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato – afferma Baldassari –. Detto ciò, ho accolto con sorpresa e amarezza le dichiarazioni fatte dal gruppo di minoranza. Evidenziare il costo dell’opera di 3000 euro è come attribuire un valore economico al doveroso omaggio che la nostra comunità ha conferito a chi ha donato la propria vita per la Pace. Non merita alcuna risposta, perciò, una simile presa di posizione che non fa onore né a chi la promuove e nemmeno allo stesso Comune».

Anche sulla questione degli uffici postali chiusi, il gruppo “Idee in Movimento” aveva ripreso la maggioranza accusandola di essersi lasciata sfuggire il progetto Ecco Fatto, promosso da Uncem Toscana per concentrare in un’unica sede una serie di servizi oltre a quello della corrispondenza: «La minoranza vuol fare polemica inutile – dichiara il sindaco –. Il Comune ha a lungo combattuto affinché gli sportelli di Piegaio e di Fiano non fossero soppressi ma nonostante le nostre lotte, i due uffici sono stati chiusi, a detta della direzione di Poste “per mancanza di servizi”. L’adesione a “Ecco fatto” avrebbe comportato la necessità, non disponendo il Comune di immobili propri, di prendere in locazione due stabili (in un momento che, per legge, non è consentito) da arredare e mantenere adeguatamente. Ciò avrebbe dato luogo a notevoli spese a cui si sarebbe aggiunto anche il bisogno di affiancare alle due unità inviate dalla Regione due dipendenti comunali».

Chiara Lammari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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